VITERBESE, UN TRIS PESANTE, MA MANTENERE LA POSIZIONE E’ POSSIBILE

La Viterbese ha lottato molto di più della domenica precedente, dimostrando di aver imparato la lezione: meritava, per questo, un po’ di fortuna, che – invece – l’ha abbandonata con quella ribattuta di Iannarilli finita proprio sui piedi di Murilo. Un pari avrebbe fatto bene al morale e alla classifica, a cui, però, i possibili tre punti contro la Lucchese, ridarebbe quanto perduto a Livorno.

Stavolta la Viterbese  – che ha lottato – non è stata davvero fortunata! Aveva meritato il pareggio sfuggitogli a otto minuti dalla fine, infilata dall’attaccante colombiano che il Livorno aveva lasciato inspiegabilmente in panchina.

La Viterbese aveva retto bene, grazie alle modifiche apportate da Cornacchini, ad una squadra molto più abbottonata ed accorta, che aveva lasciato pochissimo spazio ai padroni di casa, sospinti soprattutto da un Valiani eccezionale.

La difesa a tre gialloblu – che, di fatto, diventava a cinque ogni qualvolta il Livorno si avvicinava a all’area di rigore di Iannarilli – era stata la mossa vincente, così come quella di andare a difendere le corsie laterali del centrocampo con due eclettici come Celiento e Varutti, anche se il primo avrebbe fatto molto più comodo in mezzo alla difesa, con spazio a Pandolfi.

In attacco il ritorno di Neglia non ha portato in dote clamorose pallegol  – o reti segnate – però il ragazzo ha corso tanto appresso agli avversari, come necessitava, alla pari di Jallow, mentre il giovane Battista (gettato nella mischia a liste già consegnate, al posto di Cruciani – ndr) non ha fatto molto, di sicuro meno di Sandomenico, che è entrato nella ripresa.

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