TROPPI ERRORI IN DIFESA, GIALLOBLU SCONFITTI. SIENA-VITERBESE 3-2

GOL

9′ CIURRIA infila una difesa abbastanza incerta

PATRICK CIURRIA HA SBLOCCATO LA GARA

34′ JEFFERSON con calma glaciale mette dentro da due metri. Anche la difesa del Siena – che reclama il fuorigioco – non sembra irreprensibile.

“JEFF”, AUTORE DEL GOL DELL’1-1

1′ ST NEGLIA. Mette dentro dopo una precedente ribattuta del portiere e su pallone su aveva provato ad intervenire Jefferson

28’ST JAWO mette dentro facile, dopo un errore difensivo, con l’uscita del portiere su Marotta

36′ ST MAROTTA è astuto a far passare il pallone sotto il portiere gialloblu: clamoroso ribaltone

IL PRIMO TEMPO

L’avvio non è stato dei migliori e la Viterbese è stata trafitta subito da un gol che ha trovato la difesa troppo allargata. Non si è registrata una reazione immediata e questo ha fatto temere qualcosa di poco positivo. Aleggiava addirittura il ricordo della gara di andata, quando un gol iniziale di Marotta non è stato più recuperato.

Però questa è un’altra Viterbese, anche se non sembra al top della tensione, come era sembrata quando si trovava in una situazione disperata, all’arrivo di Puccica.

Una Viterbese diversa, con qualche uomo diverso e capace della giocata risolutiva, come quella di Jefferson, il quale a messo dentro il pallone del pari con cui si è chiuso il primo tempo. il Brasiliano ha infilato la difesa di casa – che ha reclamato il fuorigioco – tutt’altro che imperforabile eppoi è andato ad esultare sotto la piccola curca riservata ai tifosi gialloblu.

LE FORMAZIONI

VITERBESE (3-4-3): 22 Pini, 31 Celiento, 21 Miceli, 3 Pacciardi; 23 Pandolfi, 27 Doninelli,  24 Cardore (17 Cenciarelli), 26 Varutti; 11 Falcone (4 Cruciani), 18 Jefferson (14 Jallow), 20 Neglia

A disposizione: 12 Micheli, 5 Dierna,  13 Paolelli, 19 Battista, 25 Sandomenico, 7 Tortolano. 

Questa era la nostra previsione alla vigilia della gara. E’ cambiato che gioca Cardore e quindi sarà la squadra che ha dato di più a Puccica durante l’emergenza totale iniziale, con Iannarilli in meno e Jefferson in più.

SIENA (4-3-3): Moschin; Rondanini, Panariello, D’Ambrosio, Iapichino; Saric, Guerri, Vassallo; Ciurria, Marotta, Bunino. A disposizione: Ivanov, Di Stasio, Bordi, Romagnoli, Ghinassi, Stankevicius, Grillo, Steffè, Secondo, Jawo. All. Scazzola.

 

SI GIOCA ALLO STADIO ARTEMIO FRANCHI

La struttura venne inaugurata l’8 dicembre 1938 con un’amichevole contro l’Empoli e venne intitolato a Rino Daus. Inizialmente venne costruita solo la tribuna coperta e solo nel 1955 venne aggiunta la tribuna scoperta, mentre nel 19691970 furono montati i riflettori per l’illuminazione. Successivamente, fu denominato Del Rastrello, per poi essere intitolato ad Artemio Franchi. Ha dovuto subire un adeguamento coerentemente con le prescrizioni del regolamento degli stadi ammessi dalla Lega Calcio alla Serie A e nei lavori di ristrutturazione vennero realizzate nuove tribune, servizi igienici e postazioni aggiuntive per giornalisti e disabili. La capienza è stata portata da 10.560 agli attuali 15.373 posti.

Abbastanza singolare è che lo stesso nome ce lo abbia anche lo stadio di Firenze, quello di  un personaggio sportivo noto ad entrambe le città. Artemio Franchi fu infatti dapprima un dirigente sportivo della Fiorentina e poi capitano di una delle contrade del palio di Siena. Dopo la sua morte gli stadi di Firenze e Siena furono perciò intitolati a lui.

IL PATRON CAMILLI

C’è anche il patron Camilli, stavolta, sulla tribuna della città del Palio. Dopo aver saltato – per i noti impegni di lavoro legati al periodo pasquale – Olbia e Carrara, il number one sarà di nuovo al suo posto di “comando”, con la speranza di portar a casa un risultato positivo.

Un Camilli che praticamente gioca di nuovo una sorta di derby toscano, il derby delle Saline, quello tra GrossetoSiena, con la rivalità risalente addirittura al Medioevo, in quanto i Senesi sottomisero Grosseto per sottrargli l’egemonia delle saline della costa maremmana. Camilli visse l’ultimo incontro in serie B nel 2011, perdendo in casa, quando non si fece pregare per “cantarne quattro”, dopo aver affrontato  una squadra sicuramente più forte di noi, che sta lottando per ben altri obiettivi. Ma è stato l’arbitro a condizionare – tuonò l’attuale patron gialloblu –  in maniera scientifica per 90 minuti l’incontro. E’ finita con sette ammoniti: Sestu che si è portato avanti la palla con la mano, segno evidente di malafede, non è stato sanzionato. Il fallo su Immobile era da espulsione. Mi dispiace, per i ragazzi, ai quali non posso davvero dire niente. Hanno dato il massimo, fino alla fine. E mi dispiace anche per il pubblico, per i nostri tifosi.”

Il temperamento è rimasto lo stesso: l’augurio è che, stavolta, non abbia da recriminare per un arbitraggio poso favorevole alla Viterbese.

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