VITERBESE, UN PASSAGGIO A VUOTO

Prima o poi sarebbe dovuto accadere, sarebbe arrivata anche la prima sconfitta di Puccica. Dispiace solo che sia accaduto soprattutto per gli errori difensivi e che sia accaduto in una situazione di “normalità”, dopo il riposo, senza più gli uomini contati, senza più gli occhi della tigre della piena emergenza. Come se la formula magica delle prime tre vittorie consecutive sia stato soprattutto il “terrore” di non farcela, la grande elettricità nei movimenti in campo dovuti alla situazione fattasi quasi disperata. Soltanto così si possono regalare i tre punti ad una avversaria che sul campo aveva mostrato per un’ora di non valere i Gialloblu, quelli, però, che non commettono errori clamorosi, che non mettono su un piatto d’argento una partita che, nella peggiore delle ipotesi, sarebbe potuto essere un pareggio.

E d’altronde la domenica nella città del Palio non era iniziata bene, con la Viterbese trafitta subito da un gol che ha trovato la difesa troppo allargata. Non si è registrata una reazione immediata, non è sembrata – come detto –  al top della tensione, ma ci sono pur sempre gli uomini capaci della giocata risolutiva, come quella di Jefferson, il quale a messo dentro il pallone del pari con cui si è chiuso il primo tempo, oppure quella di Neglia, autore del momentaneo raddoppio.

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