IL DUBBI DEL PATRON GIALLOBLU

Pensare per un giorno al calcio giocato, seppur amichevole, non farà male: allenterà la morsa sui pensieri e sulle preoccupazioni dell’ambiente. Quelle legate alle decisioni del patron Camilli che prenderà sul suo futuro e sulla sua permanenza a Viterbo, o meno.

La sua posizione è ormai nota, così come la voglia di mollare, una sfiducia che lotta ogni giorno con il desiderio di fare qualcosa di clamoroso a Viterbo, di ripetere nella città dei Papi i risultati eccezionali ottenuti in Maremma.

E non sono le sirene” a fargli venir voglia di andar via. Non sono certo Ternana e Grosseto – al momento – nei pensieri di Camilli. Lo hanno cercato, così come sono sempre stati in molti, negli ultimi anni, a cercarlo.

I politici di Grosseto, sembra, gli hanno anche fatto visita in quel di Grotte si Castro. Gesto di stima e gentilezza, ma anche tentativo di far tornare indietro le lancette del tempo? Può darsi, ma sembra difficilissimo che si verifichi una cosa del genere, che Camilli vada a mettersi di nuovo in una categoria che gli sta strettissima per cercare scalate pindariche in una piazza dove ha rinunciato tre anni fa ad una comoda LegaPro.

Secondo chi lo conosce bene, il suo desiderio sarebbe quello di provare a vincere un campionato di terza serie, ma, ancor prima, a “convincere” città ed istituzioni a fare quel salto di qualità che reclama da sempre.

Un campo per gli allenamenti, prima di tutto. Potrebbe essere la strada dei fondi europei per le riqualificazione delle periferie a dare al Comune di Viterbo i mezzi economici per costruire un campo sintetico?

 

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