E’ STATA UN GESTIONE COSTOSA PER IL PATRON CAMILLI, MA NON HA MAI FATTO UNA QUESTIONE DI SOLDI

I più attenti – nell’ambiente – sperano che, alla fine, il patron gialloblu decida di proseguire il proprio corso a Viterbo. Dove ha gettato delle basi importanti e, con dei ritocchi azzeccati, potrebbe presentarsi ai nastri di partenza della prossima stagione con delle credenziali assai convincenti.

Di tempo a disposizione ne avrà ancora e non sembrano imminenti i giorni in cui l’indifferenza potrà tramutarsi in ansia, quando ci sarà da iscrivere la squadra al campionato.

Intanto è il momento delle fantasie. Delle suggestioni. In molti vedono Camilli ovunque. Oltre ad Acquapendente – ai Pugnaloni, dove c’è stato davvero, con la fascia tricolore di Sindaco di Grotte di Castro – c’è chi lo vede a Grosseto, a Terni, a Civita Castellana.

Che ci sia qualcosa di vero rientra in una manciata di probabilità assai risicate. Il patron gialloblu si è guardato un po’ in giro, ha ascoltato qualche persona, ma per il momento non sembra aver trovato interlocutori di una certa consistenza.

Chi conosce il suo orgoglio sa quanto sia difficile vedere un altro a gestire proprietà che sono state sue. E’ su questo che poggia anche la speranza di molti, che alla fine – cioè – prevalga questo amor proprio e per pe sue “creature”, anche se il suo grado di insoddisfazione per tutto ciò che non gli ha offerto l’amministrazione locale e una parte della città ha raggiunto livelli preoccupanti, in una stagione costata – dollaro più, dollaro in meno – un milione e cinquecento mila euro.

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