“EMILIONE” DIERNA: “CHE BELLO, QUANDO NESSUNO RIUSCIVA A FARCI GOL!”

  • Emilio, e’ stata una rivincita, oppure hai vissuto la stagione come un normale passaggio della carriera?

“No, non ho mai pensato ad una rivincita, anche perché quello accade quando ci sono rimpianti e io non ne avevo. Ho pensato solo a fare il massimo e spero di esserci riuscito, spero che si arrivata così, come l’ho vissuta io.”

  • Hai anche segnato tre gol. Il più importante è stato quello di ginocchio, da “Rodilla de Dios”, oppure sceglieresti uno degli altri due?

“Per un difensore segnare tre reti è sempre qualcosa si molto piacevole, ti dà una sensazione meravigliosa. Dovessi scegliere, penserei a Gorgonzola. Eravamo ai playoff e tutto poteva accadere. Dopo che il Giana aveva sbagliato il rigore, ci credevo davvero.”

  • E quel gol di nuca a Casal del Marmo, che dette la vittoria nel campionato di serie D?

“Irripetibile. Era un anno in cui sapevamo di dover vincere il campionato, ma non arrivava la vittoria, fino a quel colpo di testa all’indietro. Un trionfo per la squadra e una grande gratificazione personale, perchè avevo0 giocato meno degli altri anni. Non ci ero abituato, però mi sono sentito ugualmente sempre protagonista all’interno del progetto.”

  • Quale è stato il momento più bello della stagione?

“Quando nessuno di faceva gol. Avevamo una solidità difensiva impressionate: eravamo sulla bocca di tutti. Si lavorava in un certo modo, intenso, di squadra e la partecipazione di tutti gli altri reparti era praticamente impressionante.”

  • E il momento più brutto?

“Al contrario, quando non riuscivamo più a vincere e vedevamo complicarci tutto, anche capendo che si sarebbe inevitabilmente andati verso il cambio dell’allenatore. Praticamente  dopo il Siena. Ci chiedevamo il perché di una così brutta metamorfosi, ma le risposte non arrivavano, mentre non ci riusciva più niente. Alla lunga, però, i veri valori sono emersi e anche in un’annata così sfortunata siamo stati coerenti con l’obiettivo prefissato”.

  • Tre aggettivi per descrivere i tre allenatori che hai avuto in questa stagione?

“Cornacchini lo conoscevo bene per averlo avuto ad Ancona. Direi preparato, sereno, che ti fa stare bene, eppoi sfortunato. Pagliari preciso: curava molto la fase difensiva. Puccica mi ha sorpreso di più, non  aveva il curriculum degli altri due ed è arrivato a centrare l’obiettivo: direi spensierato, oltre che gran lavoratore.”

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