LA SPERANZA E’ L’ULTIMA A MORIRE, PERO’ …

La speranza di tutti è quella lì, che il patron gialloblu, alla fine, ci ripensi! Ma intanto la posizione di Piero Camilli non si è spostata neanche di un centimetro ed anche ieri il proprietario della Viterbese ha confermato quanto dichiarato più volte, negli ultimi giorni.

 

Gli spiragli di ottimismo – se ci sono – bisogna ritargliarseli, al momento, un po’ empiricamente, magari ripensando a due anni a, quando giugno del 2015 fu vissuto all’incirca allo stesso modo di quello attuale. Poi, alla fine, Camilli ritornò sui propri passi in extremis e ripartì.

Però non va trascurato anche quello che accadde a Grosseto nella stessa estate. Anche lì Camilli aveva paventato più volte di lasciare e alla fine accadde davvero. Questa fu la sua dichiarazione alla chiusura dei termini della LegaPro, a cui il Grosseto non venne iscritto.

«Mi dispiace per come è andata a finire, ma la gente non ha capito nulla. Lo scorso anno io avevo venduto la società, ma, poi, per il bene della società e per evitare un probabile fallimento, avendola già iscritta, sono tornato in campo. Quest’anno, però, la cosa è andata in maniera completamente diversa. Da tempo andavo manifestando la mia volontà a tutti i livelli e nessuno mi ha creduto».

Camilli, comunque, come promesso, sta sistemando tutto, documenti e conti: ha cominciato a vedere alcuni giocatori con cui ha regolarizzato quando doveva, sul fronte delle spettanze.

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