CALCIO COI BAFFI. RIUSCITA LA SERATA DI BAGNOREGIO

Anche l’appuntamento di “Calcio coi baffi” a Bagnoregio è passato in archivio, con una grande partecipazione di tutti, nella suggestiva piazzetta di Porta di Valle, alla presenza del primo cittadino Bigiotti.

La particolare iniziativa, che incamerava il segmento “Un libro per Gianni”, è stata emozionante, come al solito, come quando si fonde la serata prodotta dal libro al ricordo di uno sportivo come Gianni Fiani, che non c’è più,  che riesce a raccogliere tutti insieme, in un sabato sera di agosto, tanta gente, attenta e partecipe. Anche molti giovani, quelli dello “zoccolo duro”, quelli che ancora resistono al trend del genere, non sempre irreprensibile.

Chissà che non siano molti di quelli presenti al “Calcio coi baffi” – prima o poi – a ristabilire le giuste distanze, a far trionfare il concetto più sano e intelligente, quello di saper discernere – non tra il vecchio e nuovo – ma tra il bello e il brutto.

Dal talkshow sono arrivate interessanti domande, dall’attualissima riferita a Camilli e al suo rapporto con la città, a quelle di un calcio di tanti anni fa, alla ricerca di decodificazione di quei “baffi”, che non sono soltanto un elemento di fisiognomica, ma che contengono, in un termine solo, dei valori essenziali, come: “attributi”, rispetto, educazione, maturità, che nel calcio di oggi latitano abbastanza.

Massimo Quintarelli – che si è cimentato anche in questo aspetto, quello di tirar fuori degli argomenti dal libro – è stato il vero motore di questa iniziativa, insieme alla sua famiglia e al gruppo di collaboratori, che ha saputo mettere insieme emozioni, cultura, buon cibo e musica, con i “Falchetti”, la band di una volta, ritrovatasi “giovane più che mai”.

Il pensiero portato a tema tracciante della discussione sul calcio è stato quello con cui Massimo Boccucci, giornalista che ha scritto la prefazione del libro “Quando i calciatori avevano i baffi”: “Il legame tra calcio, tradizioni e società è ancora più forte se, come ha fatto Claudio Di Marco, si prende per mano il filo di Arianna e lo si dipana in modo chiaro, trasparente, piacevolmente coinvolgente.”

 

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