LA VITERBESE SUL CORRIERE DELLO SPORT

VITERBO – E’ terminata l’avventura di Valerio Bertotto sulla panchina della Viterbese. Gli è stata fatale la seconda sconfitta interna stagionale, quella contro il Monza, in cui si sono ripetuti quasi tutti gli errori emersi in occasione della precedente battuta d’arresto interna, contro la Giana Erminio.

Già allora il patron Piero Camilli fu sul punto di prendere la drastica decisione, poi concesse una seconda chance al tecnico piemontese, “consigliando”, però, alcuni correttivi da apportare alla squadra. Squadra che, invece, a dispetto della buona posizione di classifica, ha continuato a mostrare evidenti sfasature, che hanno fatto infuriare il number one gialloblu, che ha preso la decisione definitiva.

“Avevamo provato in tutti i modi – ha detto Piero Camilli – a far capire all’allenatore che le cose non andavano affatto bene. Non si possono perdere due gare casalinghe già all’inizio di ottobre, perdendo anche terreno in una classifica dove si poteva anche essere più avanti. Ma quello è un problema secondario, prima di tutto ci sono state le ultime prove della squadra davvero deludenti.

Troppi moduli cambiati, tanti giocatori sostituiti di continuo, altri che non hanno trovato più spazio, altri ancora non in condizioni fisiche ottimali e, quindi, da tenere fuori. Abbiamo chiesto a gran voce di non lasciare isolato un giocatore importante come Jefferson in attacco: insieme a Razzitti, o a Bismark centrale, avremmo sicuramente messo paura a tutti gli avversari.

Bisognava cambiare, bisognava anche dare una scossa a molti giocatori, che stanno giocando al di sotto delle aspettative e dell’importante investimento che la società ha fatto. Tutti i reparti sono compresi, anche la difesa, che è troppo leziosa, che commette continuamente errori, pur possedendo elementi di categoria, anche superiore.”

La decisione maturata poco dopo il termine della gara con il Monza, dopo un acceso confronto con Bertotto, il quale, di contro, era andato in sala stampa apparentemente tranquillo, forse non conscio del pericolo di un esonero. Pericolo che, invece, avevano ipotizzato in molti.

Bertotto aveva parlato “di una partita da sbloccare, proprio perché davanti c’è un avversario attento, compatto e che non ti lascia spazi. Bisogna essere più attenti e capaci nella scelta di alcune situazioni.

Esattamente quello che avrebbe voluto il patron Camilli e che non è avvenuto: le parole, quindi, sono praticamente cadute nel vuoto, fagocitate dall’esonero, il numero tredici della gestione-Camilli a Viterbo. Oggi l’ufficializzazione del nuovo allenatore: voci tante, certezze nessuna!

 

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