GALANTERIA PER UNA DONNA? NEL CALCIO NO! E L’ARBITRA HA SOSPESO LA GARA

Durante una gara del campionato regionale di Promozione, si è verificato un episodio sgradevole, che non è certo il primo, visto che anche in altre regioni si era già verificato qualcosa di simile.

Ad Irpino, comune in provincia di Frosinone, l’arbitro della sezione romana “Generoso Dattilo”, è stata oggetto di insulti, socondo quanto hanno riportato i cronisti locali.

Dopo un cartellino rosso la situazione si è surriscaldta e l’arbitra, effettiva da diversi anni, ha deciso di sospendere la sfida a due minuti dalla fine. La giustizia sportiva svolgerà accertamenti sull’accaduto.

Inutile dire che la galanteria di una volta verso una donna è diventata merce rara, anche nel calcio, dove quella divisa nera, oltre a nascondere inevitabilmente un briciolo di femminilità, viene vista come qualcosa da avversare.

Da  collegare a questo articolo anche una vicenda di un anno fa.

Finita male per il calciatore che attaccò l’arbitro donna: «Stai a casa a stirare»

Ed è quello che è successo a un giocatore della Promozione Veneta, sospeso per aver offeso su Facebook un arbitro donna.

Il 19 ottobre del 2014, infatti, durante la partita tra Spinea e Cavallino, Berton fu espulso per proteste contro l’arbitro, rea di non aver concesso un calcio di rigore al 93esimo che avrebbe potuto far pareggiare la sua squadra – l’incontro finì 4-3 per i padroni di casa.

In risposta Daniele Berton si sfogò su Facebook:

Donna, perché invece di venire ad arbitrare le partite non stai a casa a stirare e lavare? Maledetta te e chi ti fa arbitrare.

Dopo due anni il Comitato Regionale Veneto ha deciso di dare una sospensione di tre mesi al giocatore: le sue parole sono state considerate offensive e inaccettabili.

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