VITERBESE: IL BILANCIO DEL 2017

Le varie fasi dell’anno vecchio sono state sempre connotate dai movimenti del patron Camilli, il quale è sembrato sul punto di chiudere davvero – in estate – la sua esperienza a Viterbo.

La cessione praticamente avvenuta al gruppo Tilia è stato un dei momenti di maggiore tensione nell’ambiente, che si apprestava a rivivere vicende già note, poi il colpo di coda di Camilli, che si è ripreso il tutto, ha liquidato il gruppo dei pretendenti romani e, in fretta e furia, ha rifatto la squadra, in grado di farsi onore nella seconda parte dell’anno, occupando posizioni di classifica superiori a quelli della prima parte del 2017, quando, però, avversarie come Cremonese, Alessandria, Arezzo e Giana, tanto per fare dei nomi, hanno rappresentato un ostacolo maggiore delle attuali Pisa e Siena.

L’anno vecchio è cominciato con Dino Pagliari in panchina, tecnico che ha vinto poco e convinto ancora meno, al punto che Camilli ha richiamato un Cornacchini apparso assai meno motivato e concentrato rispetto al suo precedente soggiorno a Viterbo. Ne è derivato un nuovo esonero, con un finale di stagione affidato a Puccica.

In estate, come detto, Camilli ha cambiato tutto, affidandosi ad un giovane rampante come Bertotto, il quale ha ottenuto risultati più che positivi all’inizio, ma poi ha convinto di meno: il suo successore Nofri, però, ha fatto ancora peggio ed allora Camilli ha optato per il quarto tecnico di questa stagione, il settimo dell’anno solare, quel Sottili che guarda con fiducia al 2018 con una media-punti davvero significativa e di gran lunga superiore a quella dei suoi predecessori.

La linea di continuità è rappresentata da Iannarilli, il giocatore con più presenze di tutti nel 2017, oltre che con un rendimento irraggiungibile dai suoi compagni di squadra, i quali hanno avuto da lui, spesso, un bel regalo, quello di qualche gol evitato e di qualche sconfitta in meno!

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