AMARCORD. LA STORIA DI GAUCCI IN GIALLOBLU

DAL LIBRO “QUANDO I CALCIATORI AVEVANO I BAFFI”

Di “Big Luciano” si è detto e scritto tanto. Mel bene e nel male. Spesso a ragione, ma talvolta anche no. Alla fine sono sempre gli annali che parlano e la sua Viterbese è stata più che vicina ad arrivare alla serie B, con quel rigore sbagliato da Turchi nei playoff contro l’Ascoli che ancora grida vendetta, dietro a cui hanno soffiato anche gli spifferi di dubbi inquietanti.

Rimane la sua disponibilità verso gli addetti ai lavori, il suo invito al pranzo di Natale nel castello di Torre Alfina, quello che una volta era suo.

Nel cortile del castello campeggiava una Balilla di colore blu scuro, che Gaucci mostrava con orgoglio agli intervenuti, tra una consegna di un “sacchettino” di vecchie migliaia di lire –  come premio per i giocatori – e una rassegna degli ospiti insieme ad Elisabetta Tulliani, che mostrava altrettanto fiero, probabilmente ritenendola più importante ancora di quel castello che dominava la valle che declina verso il lago di Bolsena. Sicuramente non immaginando cosa sarebbe successo qualche anno dopo. Come spesso accade nella vita e nell’evoluzione delle storie di coppia.

Allora contava solo, però, che quella numerosa tavolata di calciatori stava vivendo un’annata eccellente e che per alcuni di loro si stavano aprendo le porte del grande calcio, quello del Perugia in serie A, delle maglie biancorosse prodotte dalla Galex, una delle aziende di famiglia.  

error: Content is protected !!