LA TATTICA. LA RINUNCIA A SANE’ HA INFLUITO MOLTO…

Non tanto per il valore del pur possente terzino di colore, ma per il fatto che – perdurando l’infortunio di De Vito – in quel ruolo ci poteva andare a giocare solo Peverelli.

Proprio Peverelli che sarebbe potuto tornare utile in mediana per cercare di filtrare le propulsioni dei vari Iapichino, Bulevardi e Vassallo, sicuramente con maggiore successo di quanto ha potuto garantire Vandeputte, che è più attaccante che contenitore e che – perlatro – non sembra attraversare un periodo di forma ottimale. 

Un lavoro per il quale, invece, si è sacrificato molto Calderini, dalla parte opposta, giocando con continuità fino al termine nelle due fasi, spingendo e diventando spesso il terzo attaccante gialloblu.

Sacrificio a cui non si sono sottratti gli altri, a cominciare da Jefferson, il quale, però, non riesce – dopo il lungo infortunio – a giocare due partite in quattro giorni, soprattutto contro una difesa rocciosa come quella senese, abituata a subire pochi gol.

Sottili ha optato anche per il calcio d’angolo “a due”, con Sini e Vandeputte sulla bandierina e finta di uno – a turno – con l’altro che deve tornare a proteggere i propri difensori in occasione della palla inattiva. La copertura non è riuscita nel caso del gol di Vassallo, il quale ha goduto di una eccessiva libertà: per uno veloce come lui non è stato difficile involarsi verso la porta avversaria.

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