VITERBESE-LIVORNO. COSI’ LO SCORSO ANNO AL ROCCHI

VITERBESE-LIVORNO 1-1

IL RIGORE SBAGLIATO CON IL CUCCHIAIO DA INVERNIZZI

Viterbese: Iannarilli, Cruciani, Dierna, Scardala, Cuffa, Belcastro, Diop (85’ Marano), Cenciarelli, Neglia, Pandolfi, Varutti.
Livorno: Mazzoni, Gonnelli, Rossini, Lambrughi, Gasbarro, Marchi, Giandonato (88’ Gemmi), Luci, Ferchichi (64’ Jelenic), Cellini, Murilo (77’ Dell’Agnello).
Arbitro: Amoroso.
Marcatori: 23’ Murilo, 50’ Neglia

VISTI DA VICINO

L’amaro in bocca per avere – probabilmente – gettato alle ortiche una vittoria che avrebbe fatto piacere a tutti, in primis il patron Cavilli, che con i Labronici aveva un conto in sospeso, è la sensazione che prevale sulle altre.

Aver calciato un rigore in quella maniera aumenta il rammarico per una partita che poteva essere vinta, dal momento che il Livorno non è sembrato dello stesso calibro di Alessandria e Cremonese, tanto per intenderci.

Dopo due trasferte, quindi, il ritorno al Rocchi ha lasciato i 2500 sugli spalti con un indubbio retrogusto agro-dolce. Più amaro, per la verità, come detto.

La sfida in panchina tra i due tecnici chiamati alla svolta, è stata congelata da un pareggio che scontenta tutti. Anzi no, Foscarini si è dichiarato soddisfatto del buon punto portato via da Viterbo, al termine di una gara in cui la divisione della posta in palio non sarebbe stata giusta senza l’errore dal dischetto. Non  sarebbe stato il risultato più equo, senza quell’errore dagli undici metri di un Invernizzi che ha calciato il pallone della partita nella maniera meno “ispirata”. Oppure troppo “ispirata”.

Sul piano dei numeri la gara può andare in archivio con emozioni contrastanti ed una spartizione della posta identica ai tempi di gioco, dove la Viterbese ha fatto meglio nella ripresa. A fine giornata si attestano  i Gialloblù al quarto posto di una classifica in cui i numeri mentono meno di quanto si immagini.

Tra il gol subito e quello realizzato dal solito Neglia, ruotano tutti gli interrogativi che hanno preceduto la gara contro i nobili decaduti. Quanto possano costare le assenze degli infortunati, come pesi, ad esempio, quella di Celiento, anche se il giovane Pandolci, nel suo ruolo delle ultime gare (non certo quello di centrale difensivo in cui rende assai di più – ndr), non è stato di certo tra i peggiori.

LE PAGELLE

Iannarilli 6+

Un paio di buoni interventi, come al solito. In occasione del gol subito non si capisce con in compagni di reparto: ne ha approfittato Murilo a toccare di quel tanto e creare il pallone “ballerino” che lentamente danza sulla linea di porta.

Pandolfi 6+

Una buona prestazione per il giovane esterno gialloblu. E’ sempre preciso nei disimpegni e subisce più di un fallo, il che significa che era temuto.

Dierna 6+

E’ sotto tensione per le insidie che gli arrivano dagli avanti del Livorno, però se la cava sempre egregiamente, anche se non riesce ad evitare il gol avversario.

Scardala 6,5

Un’altra prestazione di livello per il capitano gialloblu, che in qualche occasione esce palla al piede come facevano i grandi liberi di una volta, seppure con una formazione blasonata di fronte.

Varutti 6

E’ ritornato con la maglia da titolare.

Cuffa 6+

Come sempre ci mette il piede e il grande impegno. Non sempre è stato sufficiente per avere la meglio nei confronti dei centrocampisti dirimpettai.

Cruciani 6

Cerca di trovare la posizione e i ritmi giusti che non sempre arrivano.

Cenciarelli 6-

Una prestazione abbastanza simili alle precedenti.

Belcastro 6,5

E’ stato il migliore dei suoi nel primo tempo e rimane il gialloblu con la tecnica più cristallina.

(Invernizzi 5,5)

Ha sui piedi ben tre palloni che avrebbero potuto cambiare il volto della patita e la domenica dell’attaccante sudamericano. Le prime due nella stessa azione: che spara entrambi sulla difesa avversaria e sul portiere. Eppoi la “madre” di tutte le occasioni, quel calcio di rigore battuto in una maniera che soltanto Maradona potrebbe permettersi di fare. A questi livelli conta solo buttarla dentro nella maniera più facile possibile, senza mai andarsi ad infognarsi in soluzioni particolarmente elaborate, che hanno un alto margine di rischio.  

Diop 6,5

Abbastanza avulso dal vivo della gara e non si avvicina quasi mai alla zona “rossa” della difesa avversaria nel primo tempo. Cambia molto il suo rendimento  – insieme alla posizione del colored –  nella ripresa, quando torna a decentrarsi. E da una delle sue incursioni nasce l’azione più importane della gara, quella del calcio di rigore guadagnato. E con il senno di poi sarebbe anche molto facile dire che se fosse stato proprio il protagonista dell’azione a tirare dagli undici metri sarebbe stato meglio.

(Marano sv)

Neglia 6,5

Anche lui punge poco nel primo tempo, ma poi trova la grande giocata che gli vale il bel gol che rimette in pari le sorti della gara e aumenta il suo bottino personale.

LIVORNO  6+

Più il blasone che la realtà. Se si pensa al Livorno della serie A e si vede quello all’opera alla Palazzina c’è un divario enorme. In questa occasione si è trattato di un buon Livorno, ma non certo di una possibile pretendente al titolo finale, come in molti l’hanno descritta all’inizio della stagione.

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