UN CAMILLI GIA’ CARICO PER UN’ALTRA SFIDA!

E’ stato un Camilli più sereno di altre volte. In gran forma, s’intende, dalla parola facile, ma assai meglio intenzionato a produrre aneddoti calcistici a ripetizione che “picconate”.

“Partiamo con l’ambizione di fare bene, prima raggiungiamo la salvezza matematica, poi – dopo aver fatto 40 punti – ci guarderemo attorno per vedere a che punto stiamo, quante ne abbiamo sotto e quante sopra. L’allenatore è bravo, l’ossatura c’è: ora vediamo chi vuole restare e chi no: sia ben chiaro che Io voglio gente motivata!

Qualche “picconata”, però, non poteva mancare, come quando rimarca il fatto  di “non aver avuto alcun colloquio con le due parti in lizza per l’amministrazione della città, Solo in questa settimana che precede le elezioni mi hanno cercato e la cosa mi è sembrata davvero poco opportuna, per cui ho rimandato la richiesta di colloquio al mittente. E’ chiaro, però, che se il campo in sintetico sarà assegnato alla Viterbese è un conto, se ci debbono andare anche tutti gli altri, allora se lo tengano!”

A gli fa presente che la stagione scorsa è terminata con tanta gente in più allo stadio, il patron gialloblu dice che “un campionato come quello di serie C non si riesce a gestire solo con gli incassi, ma ci vogliono tanti altri soldi in più, che per il momento la mia famiglia desidera ancora tirar fuori. D’altronde c’è chi si compra la barca o va a Montecarlo: a me piace il calcio e mi comporto in questa maniera! La gente, casomai, ti aiuta di più a credere in un progetto, anche se ai miei figli, proprio nell’ultima partita al Rocchi ho detto: “vedete?  è strano essere in tanti nei momenti belli e pochi in quelli brutti!”

Scherza – o quasi – anche sul biennale a Lopez, a chi gli fa notare che portarlo a fine scadenze sarebbe davvero un clamoroso record, visto lo “storico” di Camilli con i suoi allenatori. “Con Gufi, ad esempio, ci stetti tre anni, vincemmo la seconda e la prima categoria, poi la Promozione. Lo avrei tenuto volentieri anche in Eccellenza, ma lui mi disse che aveva avuto altre proposte e preferiva cambiare. La mia “top five” vede Andreazzoli in testa, sicuramente prima di Allegri, con Sarri subito dopo, per il quale credo sia stato molto più difficile insidiare la Juve, che vincere per il primo.”

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