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VITERBO –  Giovanni Lopez va avanti così, nel suo lavoro, sulla panchina della Viterbese, dalla quale continua a mostrare tranquillità e anche un pizzico di ottimismo, che non guasta mai. Sottolinea, a chi glielo chiede, i pregi della squadra che sta preparando per l’anelato start del campionato, facendo buon viso a cattivo gioco alle bizzarrie di un sistema che, inevitabilmente, si ripercuotono anche sul suo lavoro.
– In casi come questi, in cui il lavoro deve essere modificato rispetto ai programmi iniziali, è possibile individuare anche qualche aspetto positivo?
“Noi avevamo predisposto tutto nei minimi particolari per essere pronti a fine agosto, quando avrebbe dovuto iniziare il campionato e le amichevoli giocate in quel periodo lo hanno anche dimostrato.
Il rischio, in questi casi, e di perdere qualcosina per strada, che il gruppo si scarichi un po’, che perda un pochino di motivazioni, di tensione positiva. Di positivo ci vedo ben poco, se non, forse, che ci dà il tempo per integrare al meglio gli ultimi arrivati, soprattutto Pacilli e Saraniti“.
– Ancora più di una settimana al via, dunque. In percentuale, a che punto di condizione si può considerare la Viterbese?
“In termini percentuali non saprei: diciamo che la Viterbese sta bene, risponde alle mie indicazioni. Ha giocato una strepitosa TIM CUP e bene anche le amichevoli, subendo poco e niente“.
– E ci sono pure tanti giovani: c’è qualcuno che è andato già oltre le aspettative?
“L’ho detto subito alla società, che abbiamo giovani molto bravi, che ci daranno una grossa mano durante la stagione. Nomi non ne faccio, ma vi posso dire che per un allenatore come me, cui piace lavorare con i giovani, alcuni di loro potranno mettersi in mostra. Certo, in una squadra che vuole lottare fino in fondo – e noi vogliamo farlo, in qualsiasi girone saremo inseriti – lo spazio in teoria è più limitato, ma vedrete che alcuni di loro si faranno valere”.
 
 

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