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VITERBO – E’ una Viterbese che vede scorrere i giorni in modo ineluttabile. Ognuno che passa è come un macigno sulle consuetudini, sulle aspettative, sulle ambizioni, con la propria sorte – quella dello spostamento nel girone A – legata a filo doppio alla riammissione dell’Entella tra i Cadetti.
Tra color che son sospesi, che scrutano l’orizzonte per vedere se appaiono buone nuove, c’è il direttore sportivo gialloblu Giuseppe Magalini.
– Come vive davvero una squadra “senza campionato”, nella fattispecie la Viterbese?
“Male! Non credo ci sia neanche bisogno di dirlo. A volte si respira un’aria quasi surreale. Se si pensa che stiamo lavorando dal sedici di luglio, che la società aveva precorso i tempi, per essere più ponti che mai a fine agosto, per l’inizio del campionato.
E’ tutto molto difficile in questi casi, innanzitutto far rimanere tutti calmi, cercando di dare quelle certezze che neanche a noi vengono date, dall’alto. Eppoi sotto l’aspetto del lavoro quotidiano, per cercare di mantenere comunque gli stimoli adeguati, anche in assenza di quello che è il “pane quotidiano” dei calciatori, vale a dire il pallone della domenica che vale tre punti!.”

  

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