SportViterbo          

Pari e patta nel derby:

Cini riporta il punteggio sul 2-2

FLAMINIA

RUSSO

 

SIMMI       BRICCHETTI        ERAMO    

 

PIVA         BUONO       LUCIANI        GIRALDI

 

TAVERNA     SCARDINI      CAPODAGLIO

VEGNADUZZO      MORINI

 

   MEREU    PICCOLO     TESTA     DI MARCO

 

CHERUBINI   FAPPERDUE   NOCERINO  VANACORE

 

SCARSELLA

VITERBESE

Un tempo

ciascuno

Casella di testo: Un tempo ciascuno: il pareggio che ne esce fuori è il risultato più giusto. Questo è stato il derby, una gara in cui sembrava che la Viterbese potesse vincere con una facilità irrisoria, dopo i due gol nei primi tredici minuti, ma anche una gara in cui la Flaminia ha recuperato con altrettanta facilità, tendendo il boccino in mano per l’intero secondo tempo.
Ciò – oltre che per la bravura di Puccica e dei suoi uomini – anche per la stanchezza della Viterbese, reduce dalla qualificazione della Coppa Italia, dall’inferiorità numerica per l’evitabile espulsione del portiere Scarsella e da un centrocampo composto tutt’altro che da contenitori.
I portieri, quindi, nel destino del derby, prima quello rossoblu, che con due errori aveva spianato la strada alla Viterbese, poi quello ospite, espulso dopo aver subìto il rigore di Capodaglio per la reazione seguita alla realizzazione: un uomo in meno che la squadra di Conticchio ha sofferto – e pagato – molto più del previsto.
Aveva aperto le marcature Vegnaduzzo (4 reti in otto giorni per lui – ndr), il quale aveva messo dentro, alla destra di Russo, risolvendo una mischia creatasi nell’area della Flaminia dopo un errore dello stesso portiere.
Il gol non intimoriva la Flaminia, che continuava a imbastire la maggior parte della manovra, ma che doveva cedere di nuovo ad una Viterbese molto compassata, che sapeva produrre un ottimo spunto dell’under Di Marco, il quale coglieva impreparata la retroguardia civitonica e beffava Russo – fuori dai pali – con un millimetrico pallonetto.
Sembrava una gara già chiusa, ma veniva riaperta prima dell’intervallo, quando un fallo di mani veniva punito con un calcio di rigore (43’): sul dischetto andava Capodaglio, che batteva Scarsella con un cucchiaio alla sua destra.
Nel secondo tempo la Viterbese arretrava il baricentro e si affidava esclusivamente a Vegnaduzzo nella speranza di mantenere il vantaggio minimo, che saltava, però nel finale, quando (36’) il neo entrato Cini tirava fuori il mestiere per viaggiare sul filo del fuorigioco e toccare il pallone lanciato millimetricamente da un Piva che la Viterbese non era mai riuscita a bloccare sulle sue propulsioni laterali.