ECCO CHI E’ JALLOW, IN ARRIVO A VITERBO

LO HA RACCONTATO IL BRAVO COLLEGA BRUNO FERRETTI QUALCHE MESE FA, IN QUESTO MODO
 
di Bruno Ferretti
ASCOLI – È arrivato in Italia, a sedici anni, con un barcone di emigranti. Dalla Libia, dove si è imbarcato pagando la sua quota, fino a Lampedusa. In Libia è giunto dal Gambia, il suo Paese di origine sulla costa occidentale dell’Africa con un viaggio incredibile e mezzi di fortuna (autostop e camion). Stiamo parlando di Sulayman Jallow, 19 anni, nuovo attaccante dell’Ascoli, giunto dall’Olympia Agnonese, squadra molisana di serie D. L’ha lasciata dopo aver realizzato 7 gol in 13 partite. 

Jallow fin da bambino aveva un sogno: diventare calciatore. E quel sogno gli ha dato la forza necessaria per superare i momenti più difficili. I primi guadagni li utilizzerà per sdebitarsi con i genitori e la sorella che gli hanno dato tutti i loro risparmi per tentare la grande avventura in Italia. E quando avrà messo da parte il necessario per acquistare un biglietto aereo, tornerànel Gambia per rivedere la sua famiglia. a che tipo di attaccante è Jallow? Così lo descrive Roberto Mobilia, l’allenatore della Juniores dell’Olimpia Riccia, la sua prima squadra italiana, una volta trasferito da Lampedusa in Molise. «È un ragazzo assai dotato. Velocissimo, sa calciare con entrambi i piedi, ha buona visione di gioco, colpisce bene di testa ed è altruista. In serie D ha fornito numerosi assist al compagno di reparto Marolda. Qui da noi è migliorato a livello tattico perché nel Gambia non ha disputata campionati regolari, ma solo partite fra squadre di villaggi vicini. Sulayman ha ottima struttura fisica e possiede tutti i requisiti per affermarsi anche a livelli superiori.

«Non avevo mai visto un ragazzo della sua età con tante doti naturali. Ovviamente, allenandosi con una squadra di professionisti, non potrà che migliorare il suo bagaglio. Jallow conosce il sacrificio e sono convinto che l’Ascoli non si pentirà di averlo battendo la concorrenza di altre società che lo  seguivano con interesse come Entella, Bari, Chievo e Pescara». Con la squadra Juniores dell’Olimpia Riccia, nel suo primo campionato italiano, Jallow ha realizzato 44 gol in 22 gare: una formidabile media di due gol a partita. Tanti gol anche quando lo hanno passato in prima squadra nel campionato di Eccellenza, prima di andare in serie D con l’Agnonese. Sulayman inizialmente ha vissuto in una casa-famiglia di S.Croce del Sannio, poi è stato ospitato da alcuni amici e dallo stesso allenatore Mobilia che lo ha quasi “adottato” («mi chiama papà» dice con una punta di comprensibile
orgoglio).

Grazie al suo primo contratto da professionista con l’Ascoli, Jallow potrà regolarizzare anche la sua posizione di extracomunitario. La richiesta di asilo politico gli è stata respinta ma ha presentato un ricorso che verrà esaminato ad aprile. Nel frattempo usufruisce di permessi di soggiorno. Quello di Sulayman Jallow è stato il primo nome nuovo del mercato invernale dell’Ascoli. Sembrava fatta ai primi di gennaio. La società bianconera voleva prenderlo ma lasciarlo in prestito all’Agnonese fino al termine del campionato visto che a 19 anni in Primavera può giocare solo come fuori quota. Ma Jallow ha detto no a quella soluzione: voleva fare subito un passo avanti e misurarsi a livelli superiori. Alla fine è stato accontentato. L’Ascoli Picchio ha rotto gli indugi portandolo subito in riva al Tronto per la felicità di Sulayman che si dividerà fra prima squadra e Primavera. Il sogno del ragazzo sbarcato a Lampedusa sta per diventare una bella realtà. 

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