VITERBESE, OGGI LA RIPRESA. PER MIGLIORARE PRATO

I Gialloblu riprendono oggi, per lavorare e correggere le sfasature viste a Prato.  L’errore più grave che si può commettere in questi casi – infatti – è trovare l’alibi. Una sconfitta come quella di Prato non può essere la conseguenza di una campo pieno di fango, neanche se questo può frenare una formazione più tecnica di un’altra.

La Viterbese non ha perso perché il fango le ha impedito di fare giocate di fino, saggi di classe calcistica, ma perché in quel fango – in cui ha giocato pure il Prato – ha messo meno rabbia, minore fame. Non si è gettata in quelle pozzanghere alla conquista del pallone come hanno fatto gli avversari, non ha fatto prevalere l’ardore agonistico, ma ha badato soprattutto alla gestione della gara, con le difficoltà di chi si è fatto totalmente sorprendere dall’agente atmosferico, come se un campo al limite della regolarità fosse un evento impossibile da incontrare.

Per cui, fare drammi non è necessario: la Viterbese ha perso un paio di posizioni in classifica, ma ormai questa graduatoria ha  insegnato che le battute d’arresto devono essere diluite – eventualmente – nel tempo, che un paio di scivoloni (non solo sul terreno acquitrinoso) fanno cambiare totalmente lo scenario.

Una sconfitta, quindi, non cambia il corso di una stagione, ma da essa deve scaturire una analisi coerente, uno spunto per apportare correttivi, per evitare di commettere altri errori.

Qualcosa non è quadrato: è stato sotto gli occhi di tutti. E se, d’altronde, Pagliari ha cambiato due uomini all’intervallo qualche motivo ci deve essere stato, non deve essere stato contento dei primi undici

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