GIALLOBLU, OGGI LA RIFINITURA

Oggi la rifinitura, domani la partita. Ecco che la settimana è volata via in un attimo. Come al solito, anche se con la pressione di una sconfitta interna e con quella del non poter fallire una seconda volta.

Lo sa benissimo Cornacchini,  il tecnico di Fano, apparso ieri tranquillo davanti ai microfoni della conferenza stampa di presentazione.

Qui Pro Piacenza, gli avversari. Quelli che indossano la maglia a strisce rossonere fin dagli anni venti, dalla fondazione della società minore piacentina. Gli storici del calcio piacentino – per la verità – riferiscono di una strana casacca verde indossata talvolta, non certo per la varietà di gamma che esiste oggi. E si è fatta tanta gavetta tra i dilettanti, anche dopo il ritorno a giocare dopo le due guerre, anche negli anni sessanta e in quelli ancor più recenti.

 

Nel 2014 – dopo una vita all’ombra della più famosa Piacenza, per anni anche in serie A – lo storico approdo in Lega Pro. E fu un approdo traumatico visto che iniziò con una penalizzazione  – altrettanto storica – di ben otto punti, per il “caso Santi”, per aver schierato undici volte un calciatore squalificato che mai aveva scontato il turno di stop.

A fine campionato, l’Arbitrato del CONI dà parzialmente ragione alla “Pro”, condonando tre punti che costringono il Palazzo a ridisegnare i play-out. I Rossoneri, che solo qualche giorno prima sembravano retrocessi, si salvarono ai danni del Forlì.

Anche l’avvio in questa stagione non è stato brillante, al punto che – proprio alla vigilia della gara con la Viterbese, all’andata – sembrava sul punto di saltare Pea, il tecnico. Fu proprio la vittoria nei confronti dei gialloblu a rimettere in carreggiata l’ex tecnico del Sassuolo, uno dei più apprezzati, anche per la sua cultura e per il modo di vedere il mondo.

  

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