VITERBESE, PUCCICA, CAMILLI, LA VITTORIA, I TABU’…

Giorni così, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Storie di calcio così, se non ci fossero, bisognerebbe inventarle. Quelle di Puccica, che ormai si era rassegnato ad aver lasciato queste categorie soltanto all’album dei ricordi della sua carriera. Quelle di Piero Camilli, carico di gioia e parco di complimenti a giocatori e tecnico, come non è di certo avvezzo a fare.

Eppoi le vittorie così, quelle in cui lo stadio sembra quasi soffiare sul pallone per farlo finire in rete. Sembra soffiare dietro la schiena dei giocatori per farli andare più forte, per far vincere la stanchezza e il primo caldo.

Vittorie che spezzano i tabù, che ridanno fiato alla classifica, che la rendono più stimolante, a meno che ora, improvvisamente, non si passi dal pessimismo cosmico ad una sfrenata rincorsa a pronosticare chissà quanti sorpassi a destra e a manca.

Per il momento è bene godersi un pomeriggio così, in cui tutto ha funzionato a meraviglia. Come d’incanto. 

 

 

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