I SOLITI, TANTI, FALLIMENTI DELLA SERIE C

Ormai, purtroppo, è diventata una normalità, una emorragia calcistica che il governo del calcio non sa fermare. Altri fallimenti di società in serie C, dove far calcio è diventato quasi impossibile e di bilanci virtuosi sono rimasti davvero in pochi. Molto è anche il frutto dei ripescaggi degli anni scorsi, come se dar prendere il posto di una società fallita da un’altra normalissima potesse essera la garanzia che la seconda sarebbe stata più solida economicamente della prima.

Il calcio a questi livelli costa tanto, costa troppo, e il numero elevato delle squadre non ha aiutato. Se di serie A e B ce n’è una, perchè di C ci dovrebbero essere tre gironi? Bastava un solo girone, con la speranza di ridurre anche le società a rischio, con l’obbligo di richiedere garanzie molto più serie, oltre alla fideiussione, che non impedisce certo di contrarre debiti e accumularli in modo fatale.

Eppoi cercare qualche formula nuovo, per rendere più appetibile un calcio che interessa sempre a meno gente, che anzichè recarsi sugli spalti degli stadi di serie C preferisce sempre più spesso vedere lo sport – calcio e altro – in tv.

E la chiamano estate….

error: Content is protected !!