CHI E’ IL NUOVO TECNICO DELLA VITERBESE

Valerio Bertotto – Il capitano, libro  scritto nel 2010 insieme a  Refini, giornalista conosciuto negli ultimi anni di carriera, a Siena. «La mia carriera è stata un’escalation, come quella dell’Udinese di quegli anni: dalla B alla A, dalla A all’Europa, al palcoscenico della Champions League. E giocando per questi colori sono arrivato fino in Nazionale. E pensare che per me, nel 1993, l’Udinese la conoscevo così, per sentito dire: non sapevo che era uno dei simboli di una terra», racconta quello che tutti ancora chiamano «Il capitano», come si legge sulla copertina del libro, 144 pagine divise in tredici capitoli. «Ho cominciato a fare il tifo per quel bianconero quella stessa estate, per tornaconto personale. L’Udinese doveva salvarsi dalla retrocessione in B in uno spareggio con il Brescia e io l’avevo scelta proprio perchè era nella massima serie, altrimenti dalla C, dall’Alessandria, avrei optato per il Palermo, per l’Atalanta, club che mi avevano corteggiato ma senza convincermi, perchè il Friuli mi offriva un sogno. Ricordo ancora quella mattina, quando mio padre venne a svegliami: c’è una squadra di serie A che ti vuole.
Il primo risultato che cerco la domenica, è quello dell’Udinese: quella maglia mi ha dato tanto, non soltanto sotto il profilo sportivo. In particolare quello con Paolino Poggi, un altro simbolo di quegli anni, delle prime qualificazioni europee, un compagno di avventura con il quale condividevo determinati valori e una filosofia di vita che ci univa al di là del carattere, decisamente diverso. Io sono più sanguigno, Paolo più tranquillo, ma ugualmente determinato. I capitoli non hanno uno sviluppo cronologico: sono stato divisi per temi privilegiando l’ordine di importanza e il filo dei ricordi». 
 
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