AMARCORD. QUANDO I GIOCATORI SI RIBELLARONO ED EVITARONO L’ESONERO DI GALDERISI

ERA IL 2005 …

Una stagione iniziata in modo travagliato difficilmente sarebbe potuta finire sul velluto. Ecco allora incastonarsi l’ennesimo colpo di scena, il rifiuto dei giocatori all’esonero di Galderisi e la decisa richiesta di un passo indietro da parte della società, che nel frattempo aveva dato il nuovo mandato a Perrone.

E’ accaduto ieri mattina, quando gli addetti ai lavori presenti al “Rocchi”, invece di vedere Perrone al lavoro per preparare la gara interna col Castel San Pietro, si sono ritrovati in presenza di un comunicato letto dai giocatori.

“Riteniamo opportuno – è il contenuto del comunicato – non condividere la scelta fatta ed esprimere la nostra totale fiducia di Mister Galderisi, l’unico attualmente in grado di condurre la squadra verso il traguardo della salvezza.

Un cambio di allenatore, a questo punto del campionato, vanificherebbe tutto, non solo a livello tecnico e tattico, ma anche a livello di spogliatoio.

Il mancato raggiungimento di certi risultati è “colpa” di tutti noi, nessuno escluso: chiediamo quindi che torni Mister Galderisi con noi

Ovviamente non vi è niente di personale nei confronti di Mister Perrone, una persona sicuramente attenta e preparata, ma che non avrebbe il tempo materiale per dimostrare la sua capacità e competenza.

Crediamo che questa presa di posizione dimostri la nostra volontà di accollarci tutte le responsabilità per il proseguo del campionato e siamo anche disposti ad un sacrificio economico se i risultati non ci dovessero dare ragione.  Firmato: i giocatori del Viterbo Calcio”.

Dire che la cosa abbia lasciato abbastanza sbigottiti è il minimo, di fronte ad un avvenimento assai raro nel calcio. Ancor più sorprendente è stata la risposta della società, dalla quale si attendeva un pugno di ferro, magari la squadra Berretti da mandare in campo al posto dei titolari così clamorosamente in dissenso.

“Ci abbiamo pensato tutta la notte – ha detto Enrico Venanzi, presidente del CdA – e non vogliamo fare ulteriori guerre: se i giocatori sono convinti di questo, allora vadano avanti, visto che si assumono tutte le responsabilità.

Abbiamo dato comunque uno scossone all’ambiente e se questa decisione dei giocatori riuscirà a farci arrivare alla salvezza, ben per tutti, altrimenti ognuno saprà con chi prendersela.”

Dopodichè, dal pomeriggio di ieri in poi, telefonini spenti, mentre aumentava il malumore tra i tifosi, i quali si radunavano alla Palazzina e divulgavano un comunicato stampa.

“Siamo diventati la barzelletta del calcio italiano – si dice tra l’altro – e chiediamo al Sindaco di Viterbo di porre fine a questa agonia iniziata alcuni mesi fa e che ora ci sta conducendo verso la serie D e verso la morte del calcio viterbese. Davanti a tutta la città qualcuno deve assumersi la responsabilità di questo fallimento!”

E Perrone? Tranquillamente sulla panchina della “sua” Berretti, con cui è arrivato ai playoff pareggiando con l’Avellino. “Nel calcio queste cose succedono – dice con filosofia l’ex-laziale – e mi fa comunque piacere che abbiano pensato a me in un momento così delicato. Ritorno da dove ero venuto senza alcun problema e senza fare rumore”. Morale della favola: oggi c’è Viterbo-Castel San Pietro e c’è Galderisi in panchina.

 

 

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