SPORT, COSTUME E CULTURA. APPUNTI E SPUNTI …

ERA IL 2016, SI PENSAVA AL PASSATO, SI IMMAGINAVA IL FUTURO…

Spulciando tra gli articoli, alla ricerca del materiale occorrente per questo nuovo libro, mi sono reso conto di quale periodo d’oro sia stato – per lo sport nella Tuscia e la sua comunicazione –  il lasso di tempo a cavallo tra gli anni novanta e i primi duemila.

Durante una settimana, era questa – ad esempio – la media degli articoli scritti per il Corriere dello Sport:

  • 4 articoli (più la partita domenicale) della Viterbese
  • 2 articoli (più la partita domenicale) di basket maschile
  • 1 partita di basket femminile
  • 1 partita della Viterbese Primavera
  • 2 articoli di calcio minore
  • 1 articolo di sport vari.

Roba da non credere, quasi. Era prima della crisi, d’accordo. Era quasi tutto in bianco e nero: ma credete che una spruzzata di colore valga tutto questo ben di Dio andato a farsi friggere?

Di certo no e il rammarico aumenta al solo pensiero di una produzione così fertile affievolitasi nel tempo, sacrificata sull’altare della “spending revue” che quasi tutti i giornali hanno attuato, tagliando spesso alcune delle cose più belle e rimpiante.

Forse anche per questo mi son gettato con rinnovata energia nella nuova avventura di scrivere un libro ogni anno: quasi, come, se inconsciamente volessi recuperare una parte di quel “tesoro” perduto.

Mi ha spinto anche il desiderio di poter concretizzare anche ciò che segue la stampa del libro, gratificante alla stessa maniera. Di trascorrere, cioè, ancora una estate meravigliosa, come quella passata, in giro per la Tuscia – e oltre – nelle serate del “tour” di presentazioni, una felice intuizione avuta insieme agli amici di sempre, agli immancabili ispiratori, Livio Treta, Nuccio Chiossi, Eleonora Di Marco, Luca Tofani, Nevino Barbanera, Pietro Barbanera.

Con quest’ultimo, poi, abbiano trascorso di nuovo tante ore davanti al computer per curare l’impaginazione del libro, oltre che per seguirne il percorso verso la tipografia. E ritorno. La sua pazienza – oltre alla competenza – è risultata determinante per cercare la quadratura del cerchio, anche per trovare delle soluzioni quando qualche problema grafico ci si è posto davanti. Alla fine anche vedere materializzarsi il libro, capitolo per capitolo, riesce a dare delle sensazioni assai piacevoli, come tutto il resto, cha ha anche il potere di essere antidepressivo, perché ti fa aumentare la serotonina in circolazione.

Durante quel lavoro ho anche scoperto una cosa curiosa, riguardante l’ISBN.

Il codice ISBN (dall’inglese International Standard Book Number) è una stringa di 13 cifre, suddivise in 5 settori, praticamente l’identificativo del libro, che lo fa “esistere” a tutti gli effetti, culturalmente e giuridicamente. L’Accademia Barbanera ha rinnovato il proprio parco codici e a “Caro Sport…” è toccato il numero uno. Prendiamolo come segno di buon auspicio!

Non immaginavo fino in fondo che scrivere questo libro sarebbe stata pure una validissima esperienza professionale. In molti casi ho scoperto – anche a distanza di tanti anni – alcuni personaggi e alcuni eventi che non avevo avuto il tempo adeguato per approfondire.

Avendo seguito contemporaneamente il calcio, praticamente a tempo pieno, ero stato costretto a sacrificare altri aspetti, non possedendo il dono dell’ubiquità.

Ho potuto rendermi conto che molti personaggi della Tuscia, anche in giro per l’Italia, erano cresciuti e avrebbero meritato maggiore attenzione da parte di tutti noi. Gente giovane, ad esempio, come Francesca Moretti nella Pallavolo o Alessandro Lupino nel motocross, carriere e storie che lasceranno il segno negli annali delle prossime generazioni.

Così come le hanno lasciate in noi le conoscenze sviluppate in questa occasione, lo stimolante percorso di mettere insieme il materiale da cui far nascere il libro.

E’ stato molto bello, ad esempio, comunicare con una campionessa eccelsa come Linnell Jones, dall’altra parte dell’oceano, pur con la enorme difficoltà che lei riusciva a scrivere pochissimo in italiano e io anche meno in inglese.

E spesso, pensando a questo, all’America e al Basket, ho rielaborato il pensiero di un enorme sportivo, di un atleta ineguagliabile, Michael Jordan, campione di livello stratosferico.

Anche perché questo “passaggio” mi aveva colpito molto in occasione di un convegno di psicologia tenuto da mia figlia Eleonora qualche anno fa.

“Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”

Meravigliose! Avrei voluto scriverle io queste parole, ma alla fine son felice anche solo di averle lette.

  la realizzazione. Perché oggigiorno produrre libri e rientrare delle spese non è cosa affatto facile.

Ringrazio in anticipo tutte le testate giornalistiche che mi regaleranno un po’ del loro spazio, ergendosi in un sistema ormai abbastanza imbarbarito, dove l’invidia la fa spesso da padrona.

Ringrazio il più giovane tra i miei amici, Alessio Campana, che con educazione e discrezione ha seguito i miei precedenti libri e mi ha riconciliato un po’ con il mondo giovanile, in cui riscontro sempre più delle caratteristiche poco nobili di molti appartenenti a quella fascia di età.

Ringrazio tutti coloro che saranno giunti a questo punto del libro: la speranza è di lasciarli con qualche sensazione positiva, dando loro appuntamento per il prossimo anno. Sempre se Dio vuole!

CLAUDIO DI MARCO

 

error: Content is protected !!