AMARCORD. QUANDO IL PORTIERE CECCHETTI SEGNO’ NELLA PORTA AVVERSARIA

ERA IL 2002

Per due motivi ha rischiato di non esserci. Prima di tutto perché una lunga squalifica di quasi quattro anni lo aveva tolto di scena, poi perché senza l’infortunio del titolare Filoso, probabilmente, la maglia numero uno non sarebbe stata sua.

Daniele Cecchetti, 27enne portiere del Montefiascone, avrebbe forse voluto far parlare di sé per aver sfondato tanti anni fa nelle giovanili del Torino, ma alla fine si accontenta anche di essere diventato il personaggio della domenica per un gol segnato direttamente su rinvio nella gara casalinga contro la Maremmana.

“Sicuramente – dice Cecchetti – il vento mi ha  aiutato, ma anche per questo ho cercato di colpire il più forte possibile. Il mio collega dalla parte opposta forse non si aspettava una simile parabola ed è andato incontro al pallone facendolo rimbalzare: quando si è reso conto del tipo di rimbalzo era ormai troppo tardi.

Fa piacere indubbiamente aver suscitato un po’ di interesse, anche se mi piacerebbe di più essere apprezzato per quello che riesco a fare tra i pali e, magari, per aver dato una mano alla mia squadra nel tentativo di recuperare il distacco dalla prima in classifica.”

Il lavoro in banca non gli permetterebbe di poter giocare  in categorie troppo diverse dalla Promozione: ormai va bene anche così per un ragazzo che oltre ad avere la chanche granata, ebbe quella della Viterbese a soli 18 anni

“L’allenatore era Acori – continua Cecchetti – e da lui ero considerato abbastanza, ma davanti avevo un “mostro sacro” come Daniele Goletti, per cui non c’era la minima possibilità di spazio.

Forse adesso aspetterei il mio momento, aspetterei l’anno successivo, ma a quell’età non si ragiona così. Esiste il solo desiderio di giocare titolare ed allora preferii scendere di categoria per andare ad Acquapendente: vincemmo il campionato di Promozione, ma forse persi il treno per tornare nei professionisti.

Eppoi quella partita di Bolsena di quasi quattro anni fa in cui l’arbitro vide cose  assurde e ci fu la stangata per me e per altri compagni di squadra: tre anni e otto mesi sembrano un’infinità da passare ed invece eccomi ancora qua e spero di rimanerci a lungo. Il mister Cuccuini ha saputo costruire uno splendido gruppo e la società è l’ideale, altrimenti non si spiegherebbe una matricola tra le prime forze del campionato.”

Chissà se ci sarà più un’altra Maremmana, ma il suo giorno di gloria Cecchetti se lo gode con i colleghi della banca e con gli amici della ridente cittadina dell’Est Est Est.

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