NACCI: “A TUSCANIA E NEL LAZIO SI RESPIRA ARIA DI PALLAVOLO!”

Vincenzo Nacci, salentino classe 1965, tornato nel Lazio in questa stagione dopo aver guidato la Top Volley Latina nella Superlega 2016-17.

Mister, non siamo abituati a vedere Tuscania in zona retrocessione. Quali sono le difficoltà maggiori che state incontrando? Cosa invece la lascia più soddisfatto?

“Le maggiori difficoltà che abbiamo avuto in questo primo periodo sono dovute ai tanti infortuni. Tranne la settimana del mio arrivo, nella quale abbiamo lavorato con la rosa al completo, ci sono poi stati sempre dei piccoli infortuni -Sorgente, Fabi, Piedepalumbo, Pizzichini – che hanno influito molto sul lavoro di squadra. La cosa che più mi soddisfa qui è il discorso della società che è molto ben organizzata, sta sempre vicino alla squadra e ci permette di lavorare: questo è motivo di stimolo per noi, per poter continuare a lavorare e cercare di centrare l’obiettivo che è quello della salvezza”.

Per i suoi trascorsi da allenatore possiamo considerarla un laziale d’adozione? Cosa le piace di più del nostro movimento?

“Il movimento qui nel Lazio è sicuramente un movimento di alto livello, a partire da Latina da tantissimi anni in Superlega e da Sora. Anche il movimento di base è certamente ben organizzato, non dimentichiamo che qui abbiamo qui il Club Italia che sforna ragazzi per la Nazionale maggiore e che è gestito da tecnici di alto livello. Si può dire, in pratica, che un po’in tutta la regione si respira aria di alta pallavolo”.

Ci parli della piazza Tuscania. Il tifo è davvero un fattore al Pala Malè di Viterbo?

“E’ una piazza che vive di pallavolo e, come in tutti i piccoli centri dove ci sono squadre di alto livello, si respira costantemente aria di pallavolo. Poi c’è la Bolgia, un gruppo organizzato che vive di questo e proprio per questo mi dispiace ancor di più per i risultati che non stanno arrivando; sia la società che i tifosi non meritano un’annata del genere. Loro sono è effettivamente il cosiddetto uomo in più in campo, ci sostengono sempre e non poterli ricambiare è per noi un grande motivo di rammarico”.

Cosa significa per lei allenare una squadra così giovane in un campionato così competitivo?

“Non è la prima volta che alleno una squadra giovane, anche nel mio secondo anno in Venezuela la squadra lo era, ma lo stesso ci siamo qualificati per la coppa del mondo. Allenare una squadra giovane è stimolante perché si tocca quotidianamente con mano la crescita dei ragazzi e si vive il loro entusiasmo. Entusiasmo giovanile che qui sembra che abbiamo un po’ perso ma che conto di recuperare appieno non appena riprenderemo a fare punti”.

Crede che la salvezza sia alla vostra portata?

“Abbiamo sicuramente il tempo e i mezzi per recuperare, dobbiamo solo avere la pazienza di aspettare il rientro degli infortunati e nel frattempo cercare di fare più punti possibile anche in condizioni così rimaneggiate. Sono super convinto che quando saremo al completo lotteremo al cento per cento per l’obiettivo con un finale di campionato come ci compete”.

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