AMARCORD. LELE PAOLETTI, CLASSE TRA I PALI

Se non fosse arrivato il fallimento del 2004, probabilmente la Viterbese sarebbe finita in serie B e Gabriele Paoletti sarebbe diventato uno dei portieri più forti ad avere indossato la maglia gialloblu, magari anche per tanti anni.

Nella nostra rubrica, quella della galleria degli ex gialloblu, tra coloro che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della Viterbese, più per valore, che per durata, in questo caso, si inserisce Gabriele Paoletti, cresciuto nelle giovanili del Torino, con cui ha vinto un Torneo di Viareggio e ne ha perso in finale un altro. Con la Viterbese gioca 32 presenze e un rendimento davvero eccellente, con uno stile tra i pali tutto da vedere, dando sicurezza al reparto e, per la verità, ricevendo anche in cambio grande affidabilità da un duo come Sibilano-Bianconi, qualche metro davanti.

E dopo il fallimento societario, a dimostrazione del valore fatto vedere a Viterbo, si spalanca la strada del grande palcoscenico: approda all’Udinese ed esordisce con la maglia bianconera in Serie A il 6 novembre 2005 a San Siro contro il Milan nella sconfitta per 5-1. Colleziona in Friuli 6 presenze in campionato e 7 in Coppa Italia. L’avventura continua Il 18 gennaio 2007 si trasferisce al Messina (in comproprietà) per sostituire Marco Storari, accasatosi al Milan, collezionando 11 presenze nella massima serie.

Poi la parabola discendente e le ultime sue tracce si perdono ad Arezzo, nell’ultima volta in C1, prima del fallimento toscano.

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