AMARCORD. GARRITANO, LE DIFFICOLTA’ DOPO LA CARRIERA

Garritano, nato a Cosenza il 23 dicembre 1955: la gavetta della panchina a Pulici e Graziani, ma anche lo scudetto 1975-76 ed il goal decisivo contro il Milan.Sarà proprio il “suo” Toro, però, a finire nel mirino dell’intervista rilasciata al settimanale italiano “L’Espresso”. Una dura denuncia di Salvatore, giovane , promessa nei primi Anni Settanta, fino agli ultimi calci con la Ternana. Quel mondo, che fino a poco tempo gli apparteneva, lo ha cancellato.
Anche la Figc gli ha chiuso le porte in faccia: «Ho potuto contare solo sul contributo dell’Associazione italiana calciatori, mentre la Federazione mi ha totalmente ignorato, nonostante abbia vestito la maglia azzurra nelle Nazionali giovanili. Tengono un sacco di gente che non ha nessuna esperienza di campo, io invece sono escluso perché considerato “pericoloso”, dopo quello che ho detto sul doping.”
Garritano fa qualche eccezione: «Ciccio Graziani, Gigi Del Neri, Cesare Prandelli e la famiglia Gattuso. Ecco, loro cercano di aiutarmi e io voglio ringraziarli pubblicamente». Come ringrazia gli “amici” di Toronto che si sono fatti vivi con lui: da Franco Limongelli, addirittura suo ex compagno di squadra nel Morrone di Cosenza, l’ “anonima” signora Maria, anch’essa cosentina purosangue, che addirittura ricorda i caffe’ al bar vicino allo stadio, sino a Mario Pennino, dalla Repubblica Dominicana. Ora Garritano e’ consulente sportivo in giro per il mondo, memore di quello lasciato nelle fatidiche scarpette appese al chiodo a malincuore. Non male, per uno che in campo qualcosa era riuscito a combinare. E chissa’ che presto qualche “oncia di talento” non possa trovarlo anche in Canada, a Toronto.

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