LA SFIDA IN PANCHINA. HA STRAVINTO DAL CANTO

Netta è apparsa la differenza tra i due tecnici della sfida. Appannaggio di quello dell’Arezzo tutta una serie di cose, non solo l’aver vinto per tre a zero e, quindi, aver quasi blindato la qualificazione.

Tutto nel calcio può accadere: sarebbe, magari, potuto succedere che la Viterbese ribaltasse la situazione e questo, per molti allenatori, avrebbe comportato un atteggiamento abbottonato, con l’aspetto difensivo su tutto.

Invece Dal Canto ha giocato a Viterbo apertamente, addirittura troppo alto, secondo gli osservatori più attenti, rischiando pure il contropiede nel primo tempo, cosa che, di solito, chi difende un risultato non fa.

Lasciamo da parte il palleggio e la condizione: può essere il frutto di un anno di lavoro che Rigoli non poteva fare, per ovvi motivi di tempo.

Rigoli ha cambiato il modulo e questo non l’ha premiato. probabilmente è stata una mossa dovuta all’esito negativo della trasferta di Arezzo, ma non era certamente per il modulo che la Viterbese aveva incassato tre gol, ma per una diversa forma fisica e un palleggio troppo diverso tra le due squadre. A quel punto tanto valeva andare avanti con lo schema tattico che la Viterbese aveva sempre attuato, per mesi, fino  domenica scorsa. Anche perchè, con il cambio, ci sono stati giocatori adattati, a cominciare da Atanasov, ma anche all’attacco, dove il doppio attaccante centrale era comunque un punto di riferimento.

 

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