PAOLO TOFOLI, SECONDO ATTO!

DOPO IL SUO RITORNO A TUSCANIA, RIVIVIAMO ALCUNI PASSAGGI DELLA PRECEDENTE ESPERIENZA TRAMITE IL LIBRO “CARO SPORT, TI SCRIVO…”

Paolo Tofoli, divenuto un beniamino assoluto dei tanti sostenitori di questa realtà che sta vivendo un momento magico.

Ha di recente archiviato l’ottimo campionato di serie A2, fermandosi solo in seminale. Se ne riparlerà il prossimo anno, per proseguire nella scia avviata, quella di far diventare Tuscania – da paese della Tuscia – a “città della pallavolo”, tra l’entusiasmo generale, che abbraccia l’intero centro della Torre di Lavello.

“Una bella risposta per chi, come me – dice Tofoli – ha scelto di venire a Tuscania soprattutto per una sfida, una sorta di scommessa, per creare una cultura della pallavolo. Ha pure contribuito il fatto che mio figlio maggiore stava a Bracciano e quindi avevo anche la possibilità di avvicinarmi a lui.

Senza trascurare il progetto di Pieri e Cappelli, che mi è piaciuto subito e mi ha convinto immediatamente ad accettare”.

E il progetto ha funzionato immediatamente, proiettando squadra e società a alto livello, con il biancazzurro tuscanese diventato tra i colori più importanti nello sport della Tuscia.

Una presenza importante e consistente in una disciplina che è stata sempre molto attiva a varie latitudini nella provincia di Viterbo. A Tuscania più che mai – come detto – fin dagli inizi degli anni settanta, sulle ali di una sana tradizione, della  voglia di costruire. E’ lì che è esplosa una enorme passione, quella che adesso fa riempire il palazzetto dello sport di Montefiascone, dove la squadra di Tofoli ha disputato le gare casalinghe delle ultime due stagioni.

Più di trenta anni dopo, Tofoli da quella B1 ci è ripartito da allenatore, ritenendo “giusto prendere in considerazione e accettare anche opportunità che non pensavi sarebbero mai arrivate”.

Ora che è diventato “Tuscanese” d’adozione, oltre a seguirlo “a distanza”, ogni settimana, per scrivere qualche commento sul giornale online e, talvolta, sui cartacei tradizionali, abbiamo avuto una simpatica e costruttiva occasione di averlo in studio con noi. A Radio Verde, in uno speciale dedicato alla pallavolo e al fenomeno tuscanese.

Con lui è stato automatico spaziare a tutto tondo, ricordare quella nazionale allenata da Velasco, di cui Tofoli era uno dei titolarissimi. Avevamo anche scritto un paio di articoli nel 1990, in occasione della World League giocata a Roma, nell’incantevole scenario del PalaEur vestito a festa.

E ai microfonici radiofonici è stato davvero un piacere ricordare quella gente magica, denominata in seguito “generazione di fenomeni”. Da Lucchetta, a Zorzi, a Cantagalli, a Gardini. E Tofoli, appunto, che fu premiato in quella edizione come il miglior palleggiatore e il miglior ricevitore. Una enorme esperienza che ora può trasmettere, quantomeno in parte, ai giovani che Pieri e Cappelli gli hanno messo a disposizione per questa avventura nella Tuscia.

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