Amarcord. L’Inter che affrontò il grande Real nel maggio ’64

Due Coppe Campioni su tre in bacheca ad Appiano Gentile, vinte proprio il 27 maggio. Era il 1965 e 1964.

Della seconda, c’è poco da dire. Rete di Jair che supera Costa Pereira, portiere del grande Benfica. Eusebio non può niente, ma che stagione la sua: a fine anno è insignito del Pallone d’Oro. Della prima finale, 27 maggio 1964, quella si che è veramente storica.

Il grande Real Madrid, o forse più che altro quel che ne rimaneva. I campionissimi c’erano tutti, anche se un po’ appesantiti per via dell’età: Di Stefano, Puskas, Gento, Santamaria, Train e compagnia. Solo sentire i nomi era abbastanza per far tremare le gambe. L’ammirazione dei giovani giocatori nerazzurri è massima: quando scendono in campo sono lì, imbambolati a guardare le camisetas blancas a scattare le fotografie di rito. Facchetti, Mazzola, Picchi e gli altri si scordano addirittura che sono loro a dover fare le fotografie.  

L’Inter è giovane, fresca. Il Real è stata una delle più grandi squadre di sempre, ma i tempi sono ormai cambiati. Il che non significa che l’ammirazione sia scemata, anzi. Lo dimostra il primo goal della serata: Mazzola calcia da fuori e segna una gran rete. Le sue esultanze sono sempre state composte. Ma quella sera non era una serata normale. Una capriola per festeggiare.

Nel secondo tempo raddoppia l’Inter con Milani, ma Felo accorcia le distanze. C’è un attimo di panico: Puskas e Di Stefano, nonostante l’età, sono trai giocatori più forti al mondo. Ma al 77esimo è di nuovo Mazzola a segnare.

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