AMARCORD. IL “CASO” DELL’ALLENATORE SERGIO DELLA VITERBESE

Tanti allenatori ci hanno provato. Non soltanto quelli che ci sono riusciti. Raffaele Sergio, ex giocatore di Lazio e Torino, nativo di Cava dei Tirreni, ad esempio, era subentrato sulla panchina della Viterbese nella parte finale del campionato 2010/11. All’inizio della stagione successiva portò con sé il proprio figlio, per fargli fare esperienza nelle giovanili gialloblu, senza preclusione alcuna per altre, eventuali, utilizzazioni. Questo – almeno – sostenne il tecnico campano, mentre la società dichiarò di aver autorizzato l’arrivo di Sergio jr soltanto per il settore giovanile, escludendo che potesse indossare la maglia della prima squadra. Cosa che, invece, avvenne in una delle prime partite, in cui, peraltro, la Viterbese perse. La cosa mandò su tutte le furie i responsabili della società, che stigmatizzarono abbastanza palesemente il proprio dissenso circa l’operato del tecnico, il quale – a sua volta – non gradì affatto, tanto è vero che disertò per due giorni gli allenamenti.

Si pensò ad imminenti dimissioni. Invece Sergio si ripresentò regolarmente al suo posto, ma trovò i cancelli chiusi e un addetto delegato dalla dirigenza che gli riferiva che al suo posto era stato già chiamato un altro.

Vale la pena di chiamare in causa Kafka o Pirandello per uno scenario come questo? No di certo. In quel caldissimo pomeriggio, all’esterno della recinzione del Rocchi, Sergio, insieme al fedele staff, riprese la strada di casa, minacciando azioni legali. Che si verificarono puntualmente e che portarono, l’anno successivo, al pagamento della vertenza vinta dal tecnico campano e che andò ad appesantire la già disastrosa situazione economica della Viterbese.

A sedere sulle panchine del Rocchi ci sono stati tanti allenatori in gamba, bravi tecnicamente e positivi sotto l’aspetto umano, nei rapporti professionali, che poi, con il passare dei mesi – o anche degli anni – hanno lasciato il posto ad una amicizia duratura nel tempo.

Una stima che si trasforma – un po’ come in tutti i rapporti della vita – e diventa sentimento da portar dentro per sempre, anche quando la carriera del tecnico, o magari anche le scelte di vita del cronista, portano a far allontanare le persone.

Molto spesso, quando ci si ritrova, è come se ci si fosse lasciati il giorno prima: un abbraccio e via, torna la voglia di sorridere e di raccontare i tanti momenti vissuti insieme.

Quanti si sono seduti – come detto – sulla panchina della Palazzina! Alcuni bravissimi, ma anche altri scarsi, un po’ come succede in tutte le categorie professionali.

Qualcuno ci si è ritrovato quasi per caso. Altri, invece, hanno migliorato il proprio bagaglio e progredito nella carriera. Altri, ancora, son rimasti quelli che erano, con pregi e difetti, molto spesso più i secondi che i primi.

E’ chiaro che – per motivi anagrafici – si è modificata anche l’ottica da cui guardare, andando avanti nel tempo, per l’ex giovane cronista.

Un conto, ad esempio, è essere un ragazzo alle prime armi, che si relaziona, al temine della gara, o durante la settimana, con i vari Banchetti, Rosati, Rambone o Valentinuzzi, tutti di una certa età e in grado di mettere soggezione.

Talvolta, poi, anche gli agenti esterni possono condizionare un po’ il rapporto, che non dovrebbe essere mai troppo intenso da parte dell’addetto ai lavori. Mai troppo amico, mai totalmente distante. In mezzo c’è tutta una gamma vasta, una letteratura che vanta aforismi, aneddoti, modi di fare, situazioni simpatiche o irritanti. Gli allenatori della Viterbese sono stati davvero tanti. E di tutti i tipi.

Alcuni rimarranno indimenticabili, come, ad esempio, il burbero Gennaro Rambone, che venne chiamato al capezzale della matricola Viterbese per cercare di raddrizzare una classifica messasi male. I metodi erano rudi, ma i risultati in campo non tardarono ad arrivare. Metodi tutt’altro che “montessoriani”. Tanti urlacci in allenamento indirizzati verso quelli che il tecnico campano riteneva i giocatori più sfaticati, o comunque da “raddrizzare un po’”.

error: Content is protected !!