LE GRANDI OCCASIONI. GLI ANNI SESSANTA DEL BASKET

LE ANTICIPAZIONI DEL NUOVO LIBRO

Il campionato di Serie B – stagione 64/65 – si conclude con la Libertas Viterbo e i rivali di sempre del Civitavecchia appaiati a pari punti in vetta alla classifica. Lo spareggio, disputatosi al Foro Italico a Roma, per accedere alle finali per la promozione in Serie A, si concluse con i Tirrenici, impostisi di misura sui Viterbesi, che videro così sfumare ancora una volta un sogno.

Si programma subito la stagione successiva di una Libertas  che ridimensiona i programmi e riparte dal campionato di Promozione con un team completamente rivoluzionato. Anche i quadri dirigenziali vengono ampiamente rivisti: il cavalier Giovanni Cardoni, assurto al ruolo di Assessore allo Sport al Comune di Viterbo, anche per problemi di compatibilità degli incarichi, lascia. Gli subentra, sulla tolda del comando, il geometra Lucci. Rimangono soltanto Sergio Fontana e Carlo Bruni, ai quali soltanto a metà stagione si aggiunge il rientro di Sandro Marzoli. In occasione delle festività di Santa Rosa si disputa il Torneo Città di Viterbo, che  coincide con le ultime partite di Pino Campinoti, in partenza per l’Accademia Aeronautica, non prima di essere il match winner della manifestazione.

La formazione è decisamente inedita: Fontecedro, Campinoti, Chiodo, D’Angelo, Roberto Coccia, Castellani, Aquilani, Galli, Piermattei e Fontana. Affronta poi il campionato con i rodati Fontana e Bruni, a cui si affiancano due “lunghi” reclutati dal Collegio Ragonesi (esattamente quello delle nostre emozioni passandoci davanti  – nda) come Mauro Galli e Sandro Petillo, oltre a un manipolo di giovani prelevati dalla Juniores come Giovanni Arena, Guido Neri, Franco Castellani, Calogero Zito e Lele Calisti.

In panchina Mino Maggioli, per un campionato suddiviso in due gironi da otto squadre: le avversarie sono tutte Romane, il Credito Italiano, la Petriana, la Leonina, il CUS, l’Ex Massimo, il San Gabriele e la Vis Nova.

L’esordio è confortante e la serie prosegue fino a concludere imbattuta il girone di andata, fino alla penultima giornata. Fontana, Bruni, Arena e Neri sono le rivelazioni della stagione.  La fase finale qualifica Formia e Viterbo per il campionato nazionale di Serie D che si sta costituendo.

Nell’estate del 1966 la Libertas passa alla nuova Pallacanestro Garbini. Augusto Garbini, come detto, noto imprenditore dei trasporti su gomma, è sponsor e presidente. In società c’è anche la figlia Anna, che succederà al padre alla presidenza, accompagnando la pallacanestro viterbese verso risultati eccellenti, impegnandoci anche una buona parte dei beni personali.

Con la casacca di quella Garbini sono sfilate diverse generazioni di giocatori, che ancora hanno un piacevole sussulto quando vengono coinvolti per ricordare quei tempi. Come, ad esempio, Eni Rotellini, che sottolinea come siano “passati cinquanta anni e i ricordi sono talmente personali e soggettivi che penso difficilmente possano essere interessanti oggi. Parlare degli allenamenti a Porta Fiorentina nell’attuale parcheggio, chi li capirebbe? Allenarsi la sera, dalle 19,30 alle 21.30 all’aperto, per tutto l’anno, con gli inverni di allora, senza acqua calda per la doccia, non potendo usare la tuta per non consumarla, avendo in dotazione un solo paio di scarpe all’anno, per risparmiare.

Partivamo all’alba della domenica per andare a giocare in Umbria e nelle Marche, che erano le regioni assegnate a noi. Solo per due anni fummo messi nel girone insieme alla Sardegna, al posto dell’Umbria, e giocavamo una partita il sabato a Cagliari e una la domenica a Sassari, e viceversa. Il motivo era sempre lo stesso, quello economico.”

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