A PROPOSITO DI RENDE. LA SFIDA DELLA TIM CUP…

Quando è stato pubblicato il calendario, in pochi lo hanno preso troppo sul serio. La Viterbese doveva giocare in casa contro il Rende, poi andare ad Ascoli. In pochi avevano posto l’attenzione sul fatto che la vincente sarebbe andata a giocare a Genova con la Sampdoria.

Al massimo qualche battuta ha attraversato l’ambiente – in piena estate – distratto da propositi di balneazione e di vacanza, al punto che la prima partita interna, con i Calabresi, ha fatto contare soltanto ottocento spettatori.

Una partita equilibrata, alla portata di una Viterbese, che, anche in caso di vittoria – pensavano i presenti alla Palazzina – si sarebbe presumibilmente fermata una settimana più tardi, sul campo marchigiano, quello di una formazione di serie B. Quindi favorita.

“Nella TIM CUP va avanti la Viterbese”, è stato il titolo del nostro articolo, riferito proprio all’esordio vincente gialloblu, con l’allenatore Lopez, che, inizialmente, ha risparmiato gli “acciaccati” Sini e Valagussa e gli ultimi due arrivati, Palermo e Bismark.  Che all’intervallo, però, manda in campo Palermo, il quale approfitta di uno svarione del portiere avversario. Gli ruba il pallone e lo deposita oltre la linea bianca. Un gesto di furbizia calcistica, quello di Simone Palermo,  di un centrocampista voluto da Piero Camilli. Centrocampista dell’”88, romano di Centocelle, che Alberto De Rossi schierava nella Primavera della Roma addirittura sotto età. Falcidiato, però, da una lunga serie di infortuni.

DAL LIBRO “LE GRANDI OCCASIONI”

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