AMARCORD GIOVANILE. GIOCAVANO CON LA MAGLIA DELLA SAMPDORIA…

Tanti giovani e Agostino Fanelli, un portiere che aveva mosso  i  primi  passi  nella  squadra  oratoriale  del  San  Paolo, quella dei Frati Cappuccini, che avevano un campetto adiacente al convento e alla chiesa.

Per anni un signore toscano, conosciuto da tutti soltanto come il “Mister”, aveva lavorato su un gruppo di ragazzi che avevano trovato   in   quella   realtà   la   loro   dimensione,   lontano   dai “clamori” di Viterbese e Pianoscarano.

Questa squadra aveva una particolarità su tutte, quella di indossare la maglia della Sampdoria, che non passava  di certo inosservata,  per  via  di  quel  blucerchiato  che  rompeva  gli schemi cromatici dell’abbigliamento calcistico dell’epoca, spezzando l’egemonia delle strisce verticali.

E molti ragazzi in quel campetto, nell’allora zona nuova di Viterbo che si propagava oltre le mura, trovarono il loro habitat naturale.

Fu proprio il “Mister” a favorire l’operazione che portò Fanelli a Grosseto, nell’allora serie C unica, la terza serie nazionale.

Il San Paolo giocava il campionato allievi CSI e arrivò, l’anno precedente, alla semifinale dei Giochi della Gioventù, eliminata dal Duomo, realtò calcistica estemporenea che visse per la durata giovanile di quei tre o quattro ragazzi che il calcio l’avevano nel sangue, che si inventavano letteralmente, giorno dopo giorno.

In quel San Paolo giocavano, tra l’altro, Moncelsi, Mazzieri, Meroi, Gasbarri, Giannini, Zappi e tanti altri di quelli che tornavano a casa felici solo per aver corso appresso ad un pallone, che non conoscevano il signficato della parola depressione.

error: Content is protected !!