Una giornata, quella di ieri, tutta particolare, con la società gialloblu attentissima ad attenersi scrupolosamente alle ultime normative, a fare anche controlli ovunque, anche grazie alla collaborazione della Croce Rossa, presente allo stadio per svolgere il consueto servizio di assistenza.

Si respira tutta l’ansia della situazione, oltre al timore di chi non sa quale sarà il prossimo futuro. Verso l’ora di pranzo era giunta la comunicazione che era stata completata l’opera di disinfestazione di tutto lo stadio, dagli spogliatoi fino alla tribuna stampa. Con essa anche la conferma che la sala stampa sarebbe stata offlimits, con l’abolizione delle interviste del dopo partita.
Nel silenzio del pre-partita, lo striscione “Facciamo gli uomini” tenuto in alto – al centro del campo – da un gruppo di ragazzini della scuola calcio, quello che è rimasto di una una festa della donna che la Viterbese aveva organizzato e a cui il presidente Romano avrebbe tenuto molto.

Poi la gara e la sconfitta, che hanno ancor più reso plumbea l’atmosfera, a Viterbo e nel sistema calcio in generale, che potrebbe assumere domani delle decisioni importanti.

Il Rieti si è confermato “bestia nera” della Viterbese, nonostante le ripetute sollecitazioni del presidente Romano e del tecnico Calabro a prestare la massima attenzione ai Sabini, apparsi un complesso non allo sbaraglio, come l’ultimo posto poteva far pensare.

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