Ezio Vendrame, storico calciatore degli anni ’70, idolo dei tifosi per i suoi comportamenti dentro e fuori dal campo, tanto da essere soprannominato “il George Best italiano”. Uno dei protagonisti del libro CAVALLI SELVAGGI.

Vendrame è morto a 72 anni. Friulano, aveva militato nelle file, tra le altre di Vicenza, Napoli e Padova. Verrà ricordato soprattutto per la sua tecnica, ma anche per le sue idee. il suo anticonformismo e i suoi libri.

IL LIBRO

Il piombo, le fiamme, il sangue. Le bombe. L’odio politico, gli scontri ideologici e le torbide strategie internazionali. La crisi petrolifera, i colpi di pistola, i mitra, le speculazioni finanziarie.

L’Italia che per più di un decennio ha vissuto in uno stato di guerra civile non dichiarata. Ma, anche, un Paese che stava cambiando se stesso, in un fermento culturale figlio prima del ’68 e poi del ’77. In un contesto che ha attraversato un’intera generazione e in cui i morti e le tragedie erano una dolorosa quotidianità rimaneva un filo comune, il calcio, ancora distante dall’essere un business e che, invece, era un forte strumento di coesione popolare.

Le distanze e i conflitti si attenuavano nelle domeniche allo stadio, lo spazio neutro in cui si agitavano campioni che correvano fuori dagli schemi. Matti romantici come Gianfranco Zigoni, Paolo Sollier, Ezio Vendrame, la Lazio di Giorgio Chinaglia, grande e ferita da drammi infiniti.

Fuoriclasse irregolari, da Bob Vieri a Gianluca De Ponti, eroi locali quali Massimo Palanca e Alviero Chiorri. In un’Italia pazza, feroce e sentimentale, i loro gol erano gli avventurosi racconti di pirati che lenivano le paure del domani.

DAL LIBRO “CAVALLI SELVAGGI”

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