Fermo restando che per noi che scriviamo libri, che stiamo cercando di capire come e quando potremo pianificare le presentazioni 2020 del nuovo libro, la libreria è qualcosa di familiare e stimolante. Però in questo momento la riapertura delle librerie da martedì prossimo ci sembra una forzatura, visto che legittimerà chiunque ad uscire da casa con la motivazione di andare a comperare un libro. Un modo come un altro per non rispettare le regole della maggior parte di chi sta in casa?

Un pò come la coda interminabile di oggi a Roma, prevedibile, peraltro, sulla Via Aurelia, una delle strade che dà sbocco alle strade che portano al mare.

Non ci sarebbe voluto molto a chiudere dalle ore 13 tutte le attività commerciali – escluse le farmacie di turno – in modo che nessuno sarebbe stato autorizzato a mettersi in macchina. Poi dei bei posti di blocco, ma non per fare dei controlli ad autocertificazioni spesse non veritiere, bensì per una inversione di marcia e tornare da dove si era venuti. Non ci si rende ancora conto che il numero dei decessi non è affatto diminuito, ma, anzi, oggi è di nuovo aumentato. Quindi …

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