Mickael Varutti è stato anche il capitano della Viterbese. Ora stava facendo bene anche a Modena, prima della pandemia. Ha voluto dire la sua.

“Guadagno quattro mila euro al mese e mi considero un privilegiato. La maggior parte dei miei colleghi non supera i duemila, in Lega Pro. C’è chi si accontenta anche di meno. Con un affitto e un mutuo da pagare, non ci resta un granché dello stipendio. Non possiamo certo sprecare il nostro denaro. Stiamo aspettando un accordo sulla cassa integrazione. Se vogliamo far ripartire il nostro calcio, anche noi calciatori dobbiamo rinunciare a qualcosa. Se la metà delle squadre fallisce, non c’è futuro per nessuno. Quello della Lega Pro è un mondo particolare, ci divide un abisso dalla Serie A. Sghedoni vuole bene al calcio, non ci fa mancare nulla, ci paga con regolarità e ci consente di vivere dignitosamente, tutti noi che non siamo riusciti a fare il salto di categoria”.

Al pensiero di Varutti si unisce poi quello di Ghirelli.

C”aro Mickael, la tua intervista mi ha colpito in diversi passaggi in cui si vede che sei una bella persona. Il primo elemento che si nota è come parli di Mia e di Silvia che ti hanno portato positività nella vita. Usi parole sulla Serie C in cui cogli la enorme diversità che ci caratterizza di meraviglioso ha grazia degli umili. E poi sei capace di cogliere e di offrire l’apprezzamento per un grande uomo, il tuo presidente Romano Sghedoni. Non posso che parlare bene di lui. Riesci ad essere vicino al comune sentire quando scrivi che ti senti comunque un privilegiato. Dico davvero, se penso alle sofferenze che vediamo in giro, subito dopo torni alla condizione reale della stragrande maggioranza dei calciatori, dei tecnici che prestano la loro opera in Serie C”. 

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