“Riprendere a giocare questo campionato a me sembra l’ipotesi più avventata, perché mi sento spesso con i miei colleghi e al nord la situazione è terribile. Molti di loro sono con la testa da un’altra parte e al calcio neanche ci pensano, avendo avuto lutti in famiglia e in società. La mia azienda si occupa proprio di sicurezza sui posti di lavoro e posso garantire che gran parte dei presidenti non si accollerebbe la responsabilità di rischiare la salute di qualcuno senza garanzie assolute. Tecnicamente è molto complicato e di certezze non ve ne sono, non un piano guida effettivo, in merito. Eppoi lo ripeto, come si potrebbe pensare di giocare le partite in quelle zone settentrionali così colpite dalla pandemia?”

L’eventualità di congelare il campionato, peraltro, è quella che è stata avanzata dal consiglio di Lega Pro, con una larga convergenza. Certo, gli scontenti ci sarebbero anche in questo caso e l’idea non può non essere legata agli eventi degli altri campionati. La serie B, ad esempio, si è già pronunciata, mettendosi un po’ “di traverso”.  Congelando il campionato si accontenterebbero tre piazze importanti, quelle le cui squadre hanno dominato i rispettivi gironi. Certo, rimarrebbe il sorteggio per la quarta, che, oltre che non previsto dal regolamento, sarebbe una sorta di terno al lotto.

Annullare il campionato, personalmente, non lo riterrei insensato, ma anche in questo caso dovrebbe essere un provvedimento studiato a tavolino insieme alle altre Leghe, condiviso da tutti. Di sicuro susciterebbe la reazione delle tre piazze di cui abbiamo parlato e questo potrebbe non essere l’ideale per una “governance” del calcio che, in questo momento così difficile, necessita della collaborazione di tutti”.

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