Codogno, diventata tristemente famosa per il virus, vide anche la morte di Brera

Alzi la mano chi conosceva Codogno prima del virus! Crediamo pochi. Poi, improvvisamente è diventata tristemente presente nelle nostre case, nelle nostre teste, quando si cominciarono a raccontare dei contagi, del pericolo reale che si avvicinava a noi. Quel pericolo che pensavamo – e in molti ci avevano aiutato a sbagliare – lontanissimo, solo appannaggio della Cina. Quel nome, Codogno,  ha cominciato a martellare la mente, insieme alle immagini che apparivano surreali, di una cittadina isolata, con polizia e esercito a presidiare le vie d’accesso.

E pensare che proprio Codogno fu il triste scenario della morte di Gianni Brera – anche qui non crediamo lo sappiano tutti – nella notte fra il 18 e il 19 dicembre del 1992, in un incidente stradale, fra Codogno e Casalpusterlengo. Le strade della Bassa padana di cui – in mille occasioni -aveva scritto in articoli e libri. Alla guida della Lancia Thema un giovane 24enne, che, invadendo la corsia opposta, causò l’ urto fatale nel quale rimasero uccisi, oltre al giornalista, altri due suoi amici. Due anni dopo la condanna la un anno e dieci mesi di reclusione con la condizionale.

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