Amarcord. La tragedia del 12 maggio, di Ravasio al Giro d’Italia

E’ il 1986. Il 12 maggio, si corre da Palermo a Sciacca, una tappa facile di 136 chilometri: sul traguardo ddavanti a tutti Santimaria. Moser e Bontempi arrivano tra i primi. Emilio Ravasio, di 24 anni, sbatte la testa sul marciapiede: sembra una caduta di gruppo banale, tant’è vero che Adriano De Zan non si sofferma. Ravasio si rialza, inforca la bici e pedala verso il traguardo.

Due ore dopo entra nella hall dell’hotel, poi inizia a dare segni di cedimento: perde conoscenza. Viene ricoverato nel vicino ospedale e alle 19 entra in coma. Ravasio viene operato: un delicato intervento neurochirurgico per alleggerire la pressione di un ematoma al cervello. La notizia rimbalza nelle case degli italiani e i corridori sono sotto shock.

Lotta, non si arrende, ma non si risveglia. E’ il 27 maggio: Adriano De Zan cancella annuncia: “Emilio Ravasio è morto a Palermo”.

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