PRIMA DEL CORONAVIRUS. QUANDO C’ERA “LA PILLOLA DEL LUNEDI'”….

Le partite si accavallano. Dopo i giovanissimi arriva l’Eccellenza, poi alle 12.45 è la volta degli allievi. Solo nominalmente, però, visto che mai una partita di Eccellenza, cominciando alle 11, è terminata alle 12.45 in punto.
Quella domenica arrivano al campo padre e figlio con il ragazzo che avrebbe dovuto giocare alle 12.45. Avrebbe.
PADRE (rivolto a me) – Scusi a che minuto siamo? E’ finita la partita?
IO – O no, guardi, manca ancora mezz’ora.
P – Come mezz’ora? Ma sono le 12.30, mio figlio tra poco deve giocare….
IO – No guardi. La partita che precedeva questa è finita alle 11.10, l’Eccellenza è cominciata alle 11.20 perciò siamo in ritardo…
P – In ritardo? E quindi questa partita a che ora finisce?
IO – Mah…. verso le 13, 13.10. Penso che per le 13.15 possa cominciare la partita di suo figlio.

Faccia da smarrimento del padre.
P – Quindi, se comincia alle 13.15 per che ora finisce?
IO – Eh non so….

Il padre fa un rapido calcolo ed esclama: “Finirà per le 14.45/14.50. Benissimo. Paolo (rivolto al figlio) io me ne vado, tu prendi l’autobus per tornare a casa”
Il figlio guarda sbigottito il padre: “Come te ne vai? Dove vai?”
P – Eh vado a casa. Pensavo che la partita sarebbe finita alle 14-15 massimo 14.30, invece finirà più tardi ed alle 15 gioca la Roma, non posso perdere nemmeno un minuto. Perciò fai una cosa, prenditi i soldi del biglietto dell’autobus, quando finisce la partita, fatti la doccia e vieni a casa da solo. Ok? E non fare tardi, mi raccomando…”.

Buona settimana a tutti.

(M.G.)

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