LA “QUARTA” DELLA DISCORDIA E IL CORO DI “NON SI GIOCA!”

Non bisognava essere scienziati per capire che una promozione a tavolino con metodi empirici avrebbe scatenato il putiferio di tutte quelle società che a quella piazza ci avevano aspirato. Si sarebbe potuto aspettare ancora, ad esempio, per mettere al tavolo i diretti interessati e trovare un altro tipo di soluzione “senza il pallone giocato”. Tutto il drappello degli scontenti ha fatto fuoco e fiamme premendo verso la governance nazionale, che non ha potuto far altro che, per il momento, annullare il tutto, salvo sbagliando ancor più dicendo che il calcio di serie C riprende – potrebbe riprendere in caso di protocolli sanitari ok – cosa a cui non crede nessuno, ma che non interessa a nessuno. Interessa solo trovare una formula per giocare dei mini playoff in un solo impianto sportivo, con le società che alloggiano nei dintorni e in pochi giorni. Probabilmente di questo si parlerà alla prossima assemblea che Ghirelli dovrebbe convocare a breve, per capire quale formula sta bene alle dirette interessate. Ad esempio una di quelle di cui si vocifera è individuare otto squadre, le seconde e terze classificate e le due migliori quarte e farle giocare in gara unica ad eliminazione, quarti, semifinale e finale.

Sarebbe una soluzione logica e intelligenza, ma probabilmente rimarrà una pia illusione visto che le due qualità scarseggiano abbondantemente, a giudicare dalle vicissitudini degli ultimi giorni e degli ultimi mesi.

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