OGGI IN EDICOLA. SUL CORSPORT L’INTERVISTA AL GIALLOBLU MARAOLO…

VITERBO – A “Santa Maria ‘e Capua”, come si dice in dialetto napoletano, è nato Massimiliano Maraolo, uno dei portieri della vasta gamma della Viterbese in questa stagione. Ora abita ad Aversa, con la madre e un fratello. Proprio ad Aversa ha cominciato ad assaporare il calcio di una certa importanza. I primi calci, però, li aveva tirati a Santa Maria Capua Vetere, famosa per l’anfiteatro Campano, secondo, per dimensioni, solo al Colosseo.
– “Mara” e i primi calci, il ruolo di portiere e la “folgorazione” per Buffon. Racconta.
“Ho cominciato a giocare a calcio a Santa Maria Capua Vetere e mi piaceva giocare difensore. Sono andato avanti così per un bel po’, poi arrivarono i Campionali Mondiali del 2006 e io rimasi sorpreso da Buffon, dalla sua bravura, dalla sua personalità. Fui talmente colpito da questa figura imponente che mi scattò dentro qualcosa, che sentii il desiderio di provarci anche io a diventare un bravo portiere ed eccomi qua, tra i pali.”
– Tra le tue prime esperienze tra i “grandi”, la Normanna, l’Agnonese, il Cerignola, esperienze utili per un ragazzo della tua età, riteniamo.
“Certamente, anche se non va dimenticato il fatto che a diciassette anni andai al Formia in Promozione e vincemmo il campionato. Una bella gioia, che stavo per provare di nuovo a Cerignola. Lì addirittura festeggiammo per ben due volte, perché, in entrambe le occasioni, ci era stato detto che eravamo stati ripescati in serie C. E per due volte è arrivata la doccia fredda di decisioni diverse prese dalla Federazione. Peccato, anche perché avevo fatto un discorso con la società pugliese: in caso di serie C sarei rimasto, mentre per la stessa categoria avrebbero puntato su due under”.

(l’articolo completo sul CorSport di oggi)

MARAOLO
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