Spadafora: “La serie A riprende il 20 giugno”

L’annuncio del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora a conclusione del vertice in videoconferenza con tutte le componenti della Figc.

“E’ giusto che il calcio riparta, così come tutto lo sport. La Serie A riprende il 20 giugno e il mio auspicio è che nella settimana precedente si possa giocare la Coppa Italia. Non voglio perdere l’occasione che viene data da una legge delega approvata dal precedente governo, che ci consente di riformare tutto il settore, ad esempio quello dei lavoratori sportivi, che è un mondo straordinario, con centinaia di migliaia di persone che vi dedicano la loro vita e non hanno alcun tipo di tutela. Queste ed altre cose saranno presenti nella riforma che approveremo entro agosto. Nei momenti più difficili, quando c’erano i dati più alti della curva, ho pensato di non farcela. Ancora adesso, infatti, incrocio le dita perché il campionato possa andare avanti fino alla fine come previsto. Resta d’altronde confermato l’obbligo della quarantena di un soggetto positivo e quella conseguentemente precauzionale di tutto il resto del gruppo-squadra. Al momento  la quarantena non si può allentare. Alla luce di tutti i discorsi fatti se ci trovassimo di fronte a una nuova emergenza e la curva dovesse cambiare, e mi auguro ovviamente di no, è naturale che si sospenderà tutto. La Figc mi ha assicurato che esiste un piano B, con playoff e playout, ma anche un piano C, con la chiusura definitiva e la cristallizzazione della classifica. Per lo meno, ora smetteranno le storielle che ci volevano contrari alla ripartenza. Il mondo del calcio è composto da presidenti di società molto diversi tra loro, con approcci e sensibilità diversi, tutti appassionati del loro mondo ma anche, giustamente, interessati al grosso giro di affari e interessi economici legittimi che ci sono intorno al calcio. Io mi sono molto arrabbiato con tutto questo mondo nel momento in cui, un mese fa, mi chiedevano di ripartire e di decidere una data quando noi avevamo ancora problemi con le terapie intensive o trasferivamo le bare sui mezzi del ministero della Difesa: ho trovato veramente assurdo chiedermi quando riprendesse il calcio in un momento del genere. Oggi che tutto il Paese riparte, mi sembra giustissimo che anche il calcio, che è un’importante industria italiana possa ripartire”.

(ANSA)
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