OGGI IN EDICOLA. L’INTERVISTA AD ANTEZZA SUL CORSPORT…

VITERBO – Stefano Antezza, anagraficamente risulta nato a Bari, ma soltanto perché sua madre, di Matera, come il resto della famiglia, aveva fiducia nei medici del capoluogo pugliese e da essi era stata seguita durante i nove mesi. Poi è nato un bel maschietto, Stefano, appunto, e tutti sono tornati a Matera, lasciando Bari soltanto sulla carta d’identità del centrocampista della classe 1996.

–          Quindi i tuoi primi calci li hai dati a Matera, in mezzo ai famosi “sassi”?

“Si, magari non proprio in quella zona tipica, ma a Matera sicuramente, da sempre attratto dal pallone che rotolava allo stadio. Ho fatto per tanti anni il raccattapalle alle partite del Matera, che cercava di risalire, di cui si raccontavano gli anni “eroici” della serie B, che io potevo soltanto immaginare. I “miei” erano gli anni della serie D”.

–          Una grande passione, quindi. Condivisa anche in famiglia, con tuo padre o con tuo fratello?

“Non proprio, a mio padre il calcio piaceva, ma non era certo una fissazione, anche perché era molto impegnato con il suo lavoro di vigile del fuoco. Ora mi segue, insieme a mia madre: hanno visto molte partite della Viterbese al sud. Un paio di volte anche a Viterbo, esprimendo parole assai belle per la città, che hanno indubbiamente gradito. Mio fratello maggiore, invece, ha scelto la strada dello studio, che gli sta dando molte soddisfazioni e le due lauree all’attivo dovrebbero rendergli agevole la strada di una gratificante professione”.

L’ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DELLO SPORT DI OGGI...

Stefano Antezza
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