CIAO “PEPPE”, DOVEVAMO ANCORA RACCONTARCI UN SACCO DI COSE…

Non avrebbe mancato alla presentazione del nuovo libro per nessun motivo al mondo. Non ne aveva saltata una, dal 2016, da quando ho avuto la fortuna di conoscerlo, una conoscenza voluta fortemente dall’amico comune Tonino Mecorio. Forse perchè aveva capito che eravamo fatti della stessa pasta, degli stessi valori con cui vivere i nostri rispettivi ruoli nel mondo dello sport e, soprattutto, quello del calcio. E in effetti è stato così, sia nelle nostre periodiche conviviali, sia nelle frequenti telefonate, con una stima reciproca senza se e senza ma, con la voglia di interagire, laddove fosse stato possibile. Una di queste occasioni fu data dal Convegno LE GRANDI OCCASIONI dell’ottobre scorso, dove Giuseppe “Peppe” Patassini venne ascoltato con un interesse notevolissimo da parte della platea. Si era anche pensato ad una riproposizione dei quel modello in ambito scolastico, prima che la pandemia chiudesse le scuole.

Si portava meravigliosamente i suoi 76 anni ed era una miniera di ricordi, per via dei tanti trascorsi in federazione e una foro che custodiva gelosamente, proprio questa, insieme a Maradona junior, che ricordava spesso come esperienza indimenticabile all’estero, con le formazioni azzurre giovanili. Competente e pacato, pronto ad ascoltare, anzi, felice di ascoltare, che è una dote non comune, anche dopo una seduta delle cure termali, con il caldo indotto che si sommava a quello delle ore tredici del luglio viterbese. Oggi la telefonata dell’amico Mecorio, quella della terribile e inaspettata notizia, proprio mentre meditavamo di chiamarlo per chiedergli degli ultimi assunti in procura federale, per dirgli del menù che ci avrebbero riservato in occasione della presentazione del prossimo libro.

Non dovevi, “Peppe”: avevamo ancora un sacco di cose da raccontarci!

Claudio Di Marco

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